Mettetevi seduti, dobbiamo parlare

La versione di Do You Realize? che avete davanti agli occhi è stata pensata per essere più fruibile. Sarà un luogo virtuale più utile per voi e più coinvolgente per noi, o almeno è quello che ci auguriamo. Vi offriremo nuovi spunti e vi aiuteremo a decidere cosa ascoltare.

Per noi, che scriviamo di musica per passione e non per mestiere, coprire il maggior numero possibile di uscite discografiche non è mai stato divertente. Anzi, lo era quando questo gruppo scriveva ancora sotto il nome Panopticon, ma i meccanismi di scoperta delle novità musicali erano altri, il web era diverso e noi tutti avevamo molto più tempo da dedicare a questa nostra passione. Quella voglia di scrivere, condividere e diffondere che ci animava e ci univa in quella maniera così forte ha subito duri colpi anno dopo anno. Alla base, la sottile consapevolezza della quasi inutilità delle recensioni.

Oggi fai prima ad assaggiare un disco su Spotify o YouTube che a leggere l’ennesima recensione che sai già cosa conterrà, perché ce ne sono in giro altre trentanove uguali: “ispirato al seminale album X”, “echi dei sottovalutatissimi Y”, “raccomandato ai fan degli Z”. Magari quelle altre trentanove non le hai neanche lette, hai solo dato un’occhiata al voto, o al genere, o all’etichetta. Magari hai notato la copertina o hai letto un riferimento a Mark Kozelek in grassetto, e in quel momento hai deciso se perdere quei cinque minuti della tua vita per scaricartelo oppure no. Magari, invece, sei quello che gli articoli se li legge per intero e gli album se li compra sempre e rigorosamente in vinile, ma in quel caso sei anche ben conscio di far parte di una minoranza, una élite, una setta. Sei ciò che eravamo noi ai tempi del Panopticon, o quando i Tool pubblicavano ancora dischi.

Ma non siamo qui a fare discorsi nostalgici, siamo qui per cercare soluzioni. Il nostro obiettivo è tornare ad essere entusiasti nel fornirvi contenuti stimolanti. Faremo del nostro meglio affinché sentiate questo sito più vostro di quanto possano esserlo tutti gli altri. E non stiamo parlando soltanto della possibilità di commentare gli articoli direttamente sulle sue pagine.

Ciò che abbiamo in mente a livello contenutistico lo vedrete, ma in questa sede vogliamo soffermarci solo sulle recensioni. Esisteranno ancora, ma faremo una selezione più attenta, senza lo stress di dover arrivare prima di altri e con la ferma intenzione di scrivere per comunicarvi qualcosa di interessante piuttosto che il solito remix di concetti già proposti centinaia di volte.

Su ogni pagina troverete il Mood Spectrum, che divide gli album in base alle sensazioni e alle immagini che trasmettono. La buona musica è una sola e i generi sono sempre più sfumati e meno importanti, e in questo modo speriamo di fornirvi un servizio di scoperta (o riscoperta) qualitativamente migliore rispetto alla vecchia catalogazione per settori, più dispersiva e chiusa in se stessa.

Stiamo ripartendo con poche feature e pochissimi articoli in archivio perché la nostra ricerca verso un un sito migliore non può prescindere dalla sperimentazione e da voi. Abbiamo preferito metterlo su e mostrarvi qualcosa di tangibile piuttosto che tenerci l’idea nel cassetto per altri dodici mesi, cercando di capire da soli come raggiungere l’equilibrio perfetto. Non avrebbe potuto funzionare, era invece necessario rimettersi in discussione il prima possibile per capire in che direzione andare, cosa escludere, cosa migliorare, cosa cambiare. Aspettatevi ulteriori cambiamenti, insomma. E ora basta, buona lettura a tutti. Noi resteremo in ascolto.

P.S.: il vecchio sito con tutti i suoi articoli lo trovate a questo indirizzo.

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