Kyle Dixon & Michael Stein – Stranger Things Vol. 1

Kyle Dixon & Michael Stein – Stranger Things Vol. 1

Abbiamo già avuto modo di parlare di Stranger Things soffermandoci sulle sue caratteristiche più discusse. Abbiamo anche sottolineato la presenza di brani di Joy Division, New Order, Echo & The Bunnymen, Jefferson Airplane e altri, ma il vero cuore musicale della serie sci-fi prodotta da Netflix sta nelle tracce create dai SURVIVE Kyle Dixon e Michael Stein

Se riprendiamo l’argomento a distanza di così breve tempo è perché avevamo desiderato la soundtrack ufficiale sin dai primi secondi del tema di apertura. Siamo andati a caccia di synthwave ma non è stato lo stesso, abbiamo avviato Ableton, Reason e Fruity Loops nella speranza di riuscire tirar fuori qualche arpeggio da un livello di competenze pari a 0 (zero), ma a nulla è valso. Nulla di tutto ciò avrebbe potuto bastarci perché non volevamo qualcosa di simile, volevamo proprio quello. Ed eccoci accontentati: Stranger Things Vol. 1 è esattamente come la volevamo.

We discussed having a classic tone and feel to the music for the show but being reserved enough that it wasn’t ’80s cheese, while offering a refreshing quality so that felt modern. This was one of the qualities that drew them to our music in the first place. Having a familiarity with classic synths worked, but with an overall forward thinking approach – Michael Stein

Se la serie tv è riuscita a farsi amare nonostante fosse per la maggior parte un collage di omaggi, parte del merito va all’atmosfera creata dalla sua colonna sonora, anch’essa in grado di toccare le corde giuste. Semplice, minimale, d’impatto, l’OST ci trasmette un senso di nostalgia più forte della quasi totalità dei prodotti glo-fi/chillwave (forse superiori in questo ricordiamo soltanto Psychic Chasms di Neon Indian e le prime cose di Washed Out) perché si porta dietro l’esperienza visiva ed emotiva degli episodi. Inoltre riesce a comunicare mistero e oscvrità con la stessa forza di un normale disco dark ambient, e per noi figli degli anni ’80 lo fa anche con più efficacia. Se non vi è venuto un colpo al minuto 18:50 del primo episodio quando avete sentito quelle note… c’è qualcosa che non va, e dovreste prestare attenzione ai gufi.

Il prodotto ci piace, ci soddisfa e ci capita proprio nel momento in qui avevamo appena dedicato un articolo alle soundtrack dei videogame e agli Xiu Xiu che suonano Twin Peaks. Ma se il lavoro degli Xiu Xiu è paragonabile a questo dal punto di vista emotivo (che in quel caso può essere devastante), a livello musicale il complemento d’ascolto ideale e più recente è rappresentato dai Lost Themes di John Carpenter, scendendo ovviamente a patti con lo Jena/Snake Plissken che è in noi.

stranger things vhsIl rovescio della medaglia è che Stranger Things Vol. 1 non può avere una vita separata dalla serie, a differenza ad esempio di Atomic dei Mogwai. E il problema è dunque quello di sempre: quand’è che si ascolta una OST? Quand’è che lo facciamo noi, che divoriamo centinaia di album ogni anno e abbiamo gusti difficili? Finito l’entusiasmo iniziale, magari ucciso dall’eventuale produzione di una seconda stagione non all’altezza della prima, quante volte torneremo su questi lidi sonori? Per poterci permettere di dare una risposta a queste domande abbiamo una sola opzione: iniziare a farci caso.

Nel frattempo, Stranger Things Vol. 2 e il disco dei SURVIVE sono attesi per fine settembre.

Webmaster, blogger e ghostwriter. Si dice che abbia una compilation con dentro ogni buona canzone mai scritta. L'immagine della perfezione è la Via Lattea su una foresta di aghifoglie. Se ha un suono ha anche un colore, e questo vale anche per l'acqua. Com'è evidente, ha sempre parlato per enigmi. Low e Loveless in blu come dischi della vita.

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