Kendrick Lamar – Untitled Unmastered

Kendrick Lamar – Untitled Unmastered

Non è passato neanche un anno dalla leggenda istantanea di To Pimp A Butterfly e già ci troviamo con un nuovo album di Kendrick tra le mani. Più che un vero e proprio disco (come immediatamente suggeriscono anche titolo e copertina), Untitled Unmastered sembra più un ruvido spaccato sulla fase di produzione del suo precedessore. Ne risulta un lavoro estremamente originale, intrigante e allo stesso tempo incredibilmente vivo, in grado di mettere a nudo esattamente quello che cercavamo – invano – in To Pimp A Butterfly: le rughe d’espressione.

Nessun trucco – o quasi – questo giro. Otto brani senza titolo, corredati di data relativa al loro parto, dritti alla sostanza e senza fronzoli. La confusione più totale che ne consegue non fa che arricchire l’esperienza generale grazie all’altissima qualità in cui l’ascoltatore è portato a smarrirsi.

Arrangiamenti appena accennati e canzoni incompiute potrebbero trasmettere l’idea di un’occasione persa, ma per noi non è affatto così, anzi. Un To Pimp A Butterfly 2 non sarebbe servito a nessuno. Al contrario un album così scarno non fa altro che avvicinarci al personaggio, arricchendolo di sfumature finalmente umane. I déjà vu e i richiami tra tracce sono sempre presenti ma la costruzione non ha nulla a che vedere con i suoi LP precedenti: non c’è assolutamente nessun fil rouge a cui doversi aggrappare per godere della piena esperienza, potete lasciarvi andare. Paradossalmente ci troviamo di fronte a un disco estremamente coerente e inattaccabile per via della sua formula unica. Momenti di grandissima musica in quantità e coinvolgimento assicurato dall’inizio alla fine. Se questi sono gli scarti di Kendrick Lamar,… stiamo freschi.

P.S.: non lasciatevi sfuggire le grandissime performance in giro per i salotti tv, ché i pezzi live sono ancora più belli che in studio se possibile!

Figliol prodigo dei nostri tempi sulla via del ritorno verso casa, perso tra le pieghe della pop culture. Studente di architettura a tempo pieno, tra un concerto, un viaggio ed una jam session, senza farsi mai mancare nulla. Tool e Bill Hicks gli assi delle mie coordinate celesti.

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