I Believe in You Mark Hollis

Un estratto dal nostro forum, per ricordare Mark Hollis.

Stavo cercando di rintracciare altre band del livello raggiunto dai Radiohead nella storia del rock post 1977, e che avessero un’evoluzione stilistica durante la carriera. Gruppi che andassero oltre l’aver avuto grande ispirazione, e in grado di scrivere splendide canzoni. Artisti capaci di creare stili musicali nuovi.

Sono andato a cercare i top dei top, quelli di cui ne vorresti sempre di più. E a parte chi ha un solo album di livello alieno come che ne so, gli Slint o i Neutral Milk Hotel, o chi è davvero troppo obliquo e ruvido per piacere a una massa critica molto ampia (penso ai Fugazi e ai Sonic Youth, che certamente sono il meglio che il noise rock abbia mai partorito, ma anche a Swans e Nine Inch Nails per le situazioni più dark e pesanti), o chi è divenuto troppo commerciale per essere preso in considerazione in questo topic (Depeche Mode), o chi è troppo radicalmente indie (Animal Collective per esempio), eccetera eccetera eccetera… ognuno, personalmente, potrebbe fare una sua chart, io ho trovato tre nomi che penso possano mettere d’accordo tutti. Sono i Joy Division, i Talking Heads e i Talk Talk/Mark Hollis. Loro sono stati al livello dei Radiohead. Gli Slowdive hanno 4 album impeccabili, ma forse non hanno la stessa rilevanza? (chiedo). MBV allora. Perché no? Troppo rumorosi per le masse, ok. Nirvana? D’accordo sulla poetica, ma non hanno rinnovato il rock. Red House Painters, i primi album pazzeschi, ma chi hanno raggiunto? David Bowie! In fondo il periodo che piace più a noi qua dentro è quello che va da Station to Station a Scary Monsters (e Peter Gabriel solista? Lo continuate a sottovalutare!). I Blur sì ma forse non stanno dando giusto lustro ai loro capolavori degli anni ’90, e la percezione è che siano una band meno profonda di quel che sono. Sufjan Stevens. Wilco. ISIS (trasversali lo saranno in un mondo migliore). Certo non i Sigur Ròs. Certo non altri idoli del grunge.

Possibile che questo Mark Hollis dal ’98 oggi non abbia più sentito la necessità di pubblicare niente? Possibile che nessuno lo riesca a intervistare? Qui c’è un libro per i fan, ma nuova musica proprio nulla?

E’ meglio Spirit of Eden o Laughing Stock? O forse The Colour of Spring? O magari il suo omonimo solista? Se esistono i 100/100, lo prendono dischi come i loro… Pensate solo se uscissero oggi, che pure siamo pronti al post rock? Arrangiamenti del genere, chi te li fa? Hex dei Bark Psychosis è forse l’unico albo di altra band che è andato vicino al loro livello. E chi non disdegna gli esordi fa bene. E’ synth pop serissimo quello.

E a proposito di band che suonano e ti fanno godere per come lo fanno. Che gruppo i Talk Talk!

Sulla pagina Facebook (non ufficiale) stanno chiedendo di mettere in ordine i migliori dischi dei Talk Talk. Io ci metto pure il solista di Hollis e dico:

01. Spirit of Eden –> recensione naif.
02. Mark Hollis
03. Laughing Stock
04. It’s My Life
05. The Colour of Spring 
06. The Party’s Over

The Colour of Spring mi sembra una fase intermedia-incompiuta della loro rivoluzione post rock. Mi piace, ma non sono riuscito a goderne come molti che vedo lo mettono addirittura in cima alla mini-chart.

Se se proprio dovessi scegliere direi Spirit Of Eden. Credo sia davvero il loro disco perfetto… la trasformazione da bruco in farfalla. Sono andati migliorando negli anni, ed è difficilissimo scegliere fra The Colour of Spring e gli altri a seguire, visto che li identifico e accorpo in un’unica entità musicale.
I Talk Talk hanno rappresentato una delle più belle evoluzioni sonore della storia del pop/rock.
Spettacolari e attualissimi.


Io ancora non mi sono ripreso, per me è stata una botta peggiore di Bowie perché Mark Hollis è stato uno degli artisti con cui ho cominciato ad ascoltare musica. Inoltre era uno dei rarissimi casi di musicisti che veramente meritavano l’etichetta di “artista”, con tutto ciò che questo comporta. Non è mai sceso a compromessi e non si è mai mercificato, nemmeno nell’era Synthpop in cui avrebbe potuto campare di rendita se avesse voluto. I risultati si vedono dalla discografia che ci lascia in eredità: 5 album dei Talk Talk uno meglio dell’altro, e il suo self-titled che è di una bellezza sconcertante.

Non credo che verremo mai a sapere molti dettagli dei suoi ultimi anni, è sempre stato uno riservato. Quando lasciò il mondo della musica fornì questa semplicissima spiegazione:

“I choose for my family. Maybe others are capable of doing it, but I can’t go on tour and be a good dad at the same time.”

Ci sono pochissimi esseri umani che rispetto e ammiro così tanto, mi ci vorrà un po’ per riprendermi.


Questa è dura da digerire.
Mark faceva parte di quella cerchia di “amici musicali” incredibilmente vicini.
Mark Hollis era una delle figure più sfuggenti e talentuose del panorama musicale e i suoi Talk Talk hanno rappresentato un piccolo capolavoro nascosto (soprattutto la spettacolare seconda parte della loro carriera) e una delle più influenti band degli ultimi 30 anni. Senza Hollis il post rock non sarebbe mai esistito. Minchia che botta.

Riposa in pace te l’hanno detto tutti. Noi ti diciamo soprattutto GRAZIE, NOSTRO AMICO MARK HOLLIS.

 

Sono un pubblicitario prestato al mondo del vino. Una notte ho sognato che vincevo al SuperEnalotto, e coi soldi vinti aprivo il miglior negozio di musica di sempre, dove si ascoltava e si vendeva solo la musica che dicevo io. Se qualcuno non era d’accordo, quella era la porta. Se fallivo, fallivo. Se facevo successo, chiamavo Mark Hollis a suonare in acustico e Oneohtrix Point Never a fare un DJ set.
Mentre attendo che ciò diventi realtà, ho aperto con un po’ di amici di lungo corso forumistico questo posto, dove mi rifugio tutti i giorni, non appena posso.

Una volta ho quasi sfiorato la mano di Michael Stipe. Ho l’autografo di Maynard James Keenan. E anche quello di Aaron Turner. Conosco Burial personalmente.

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