Stanley Kubrick

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Decades
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Re: Stanley Kubrick

Post by Decades » 06 Mar 2011 17:04

Io non vedo il problema. Potrei prendere un film a caso e piazzare un "e quindi?" in ogni punto. Cos'è questa essenza extraterrestre, cos'è il monolite, perché il viaggio psichedelico, cos'è quella stanza... ognuno se vuole ci pensa e cerca una soluzione, se vuole, di certo non era intenzione di Kubrick lasciare la pappa pronta. Insomma, non mi sembra che la voluta mancanza di spiegazioni chiare possa essere criticata.
ma che diavolo stiamo combinando, se abbiamo dovuto ri-imparare a pisciare nello spazio?
non so se è definibile critica sociale, però è un punto importante del film (poi non è che un prodotto per essere valido debba fare per forza critica sociale).
Teologia? Il monolite stesso, questa "cosa" che è lì nei momenti importanti dell'evoluzione, "dà" delle direzioni da seguire, l'uomo le segue per trovare cosa, alla fine del viaggio? Di nuovo lui. Per dire eh, è la prima cosa che mi è venuta in mente lì per lì.
Sci-fi? l'IA è vero che era stata già trattata (Asimov, tipo), ma anche qui è un elemento importante. Se non è sci-fi questa... la macchina con spirito di autoconservazione che sfugge al controllo (un classico) e poi deve arrendersi a un semplice cacciavite, come se si stesse tornando al tempo degli utensili semplici (l'osso).
Davvero, non capisco il problema se riguarda queste cose qua.
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Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 06 Mar 2011 17:54

magari sarà che siamo su due piani di formazione diversi, la mia prettamente scientifica, la tua umanistica e quindi più abituata a trattare certi temi.
magari sono io che mi esalto con cose che non ne valgono la pena, non lo so.
No vabé, non stiamo parlando di Star Trek Nemesis, non ne farei un discorso di formazione :)
Sicuramente avendo letto il "compendio" del libro avrai una lettura senz'altro più chiara del film.
Però per quanto riguarda il film, alcune cose le ho lette in modo totalmente opposto al tuo (e in questo Stan è fedele alla sua dichiarazione d'intenti). (Disegno Intelligente & shit)
(poi non è che un prodotto per essere valido debba fare per forza critica sociale).
Mai sostenuto. Leggilo come elenco non esaustivo di temi che non ho trovato.

La mia critica non è al fatto che non dia risposte o che ci siano aspetti incomprensibili. Quante cose non ho capito di Synecdoche New York.
Avverso il fatto che i temi siano solo abbozzati e trattati in modo per me superficiale. Insomma, è come se invece di dirmi "Denis, pensa alla complessità del rapporto uomo macchina" mi avesse detto "un giorno, nello spazio, una macchina si risentirà e tenterà di uccidere tutti i passeggeri".
Per come lo vedo io è come se avvenissero una serie di cose su cui non c'è nulla da riflettere (per come sono presentate. Quindi lo trovo decisamente difettoso per quanto riguarda un aspetto della sua proposta) e in questo si inserisce il mio "non c'è fantascienza". Non c'è una "fanta-scienza", avvengono le cose senza un motivo (compresa l'autoconservazione della macchina, tema di per se sci-fi, come dici, ma trattato come un dato di fatto privo di conseguenze. Nessuno, anche nel film, si chiede mai perché o per cosa)! E se questo non è importante, allora poteva succedere di tutto.

Non è che mi piace fare il bastian contrario, non me ne cala niente di fare lo snob.
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Re: Stanley Kubrick

Post by Decades » 06 Mar 2011 18:11

Però così mi sembra più un discorso orientato a "non mi ha indotto a pensare". A te quei fatti non avranno detto "pensa al rapporto uomo-macchina", ma lo ha detto a me, o al Pellegrino, o a chi ci ha scritto sopra saggi e articoli. E allora chi ha più ragione? Senza voler togliere valore al concetto di arte, si può prendere qualsiasi opera, prenderne i punti fondamentali e chiudere con un "... e quindi?". E quindi?

Poi, visto che porti questo esempio: perché nessuno si chiede il motivo del meccanismo di autoconservazione della macchina? A che pro inventarsi spiegazioni per giustificare tutto? Perché scendere nel tecnico, visto che si parla di elettronica e informatica? Evidentemente non era quello il punto.
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Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 06 Mar 2011 18:50

Però così mi sembra più un discorso orientato a "non mi ha indotto a pensare". A te quei fatti non avranno detto "pensa al rapporto uomo-macchina", ma lo ha detto a me, o al Pellegrino, o a chi ci ha scritto sopra saggi e articoli. E allora chi ha più ragione?
Ho cercato di argomentare. Che non ti/vi abbia convinto è un altro discorso. Non mi ha fatto pensare per motivi ben specifici che ho spiegato. Temi abbozzati e presentati solo per essere accettati, ottenendo come risultante un groviglio di problemi irrisolti e irrisolvibili (perché partiti da domande mal poste o da situazioni di coercizione dell'accettazione) e tanti colori. Io qualche recensione l'ho letta e di solito si parla, giustamente, di poesia estetica, di bellezza del film e non si spendono troppe parole sulla sua profondità. Poi, oh, ci sta che siamo in disaccordo no? Non è che stia dicendo che il film sia una cretinata. Ne ho solo un'opinione meno entusiasta.
Senza voler togliere valore al concetto di arte, si può prendere qualsiasi opera, prenderne i punti fondamentali e chiudere con un "... e quindi?". E quindi?
Non sono proprio d'accordo.
Amleto vuole vendicarsi e si finge folle. E quindi? E no, quindi un paio :D
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Re: Stanley Kubrick

Post by Decades » 06 Mar 2011 19:15

Ti stavo dicendo che le critiche che muovi non mi convincono, infatti, non voglio farti cambiare idea, non è mai mia intenzione quando si discute tra persone serie :D
Amleto vuole vendicarsi e si finge folle. E quindi? E no, quindi un paio
E' "un paio" di comodo però. A Shakespeare non si può dire e a Kubrick sì? La storia per come è raccontata non mi induce a pensare a qualcosa, potrebbe dire un tizio dal fondo della platea. Assumendosene la responsabilità, ma la cosa non cambia: si può smontare qualsiasi cosa, basta trovare il punto di vista migliore, la frase giusta, e non se ne esce più.
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Re: Stanley Kubrick

Post by Renton » 06 Mar 2011 19:27

Con l'"mbé" non si può discutere absent, ha ragione Decades.

E' passato troppo tempo da quando ho visto 2001, altrimenti darei manforte a Pilgrim, che comunque si difende alla grande da solo. E poi diciamocelo, leggo e scrivo pappardelle solo per difendere l'Inter. :)
Per cui, o absent, chioserò con un reazionario "Hai torto".
[spoiler][/spoiler]
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Re: Stanley Kubrick

Post by Pilgrim » 06 Mar 2011 19:35

sì, ma infatti, ci sta la divergenza di opinioni.
come ti dicevo, ho letto anche io tante cose (e di critiche aspre ho trovato il Di Giammatteo, che sminuisce temi metafisici ed esalta la visionarietà, e Moravia), e parlano spesso dei temi che ho già descritto prima, per dire, secondo le quali il discorso estetico è funzionale alla storia e alla narrazione.
[spoiler]ne metto solo alcuni dei più importanti:

Morandini
"Una svolta nel cinema di fantascienza: nei modi asettici di un documentario scientifico, Kubrick racconta una favola apocalittica sul destino dell'umanità. Continua a essere il film di Kubrick più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico - figurativo e sonoro - musicale."

Mereghetti
"E anche in tv, senza la forza del grande schermo (il film è girato nel formato 70 mm super panavision), le scene finali (ispirate al regista dall'assunzione di allucinogeni) conservano la forza visiva e rimangono una delle prove più alte della magia del cinema."

Farinotti
"Capolavoro in assoluto, non della storia del cinema di fantascienza ma di quella del cinema tout court, 2001 rappresenta una delle riflessioni più articolate giunte sul grande schermo sul rapporto civiltà - tecnologia nonché sul destino dell'umanità."

Di Giammatteo
2001 : Odissea nello spazio ' occupa un posto appartato nella fantascienza cinematografica. Sta a mezza strada fra le angosce politico - esistenziali degli anni '50 e il meraviglioso fiabesco degli anni '70-80. Il suo fascino non nasce tanto dai temi scientifico - metafisici che - banalmente -sfiora (la relatività, la catena vita - morte - resurrezione, la teologia laico - materialistica implicita nel simbolo del monolito, ecc.) quanto dall'essere una macchina di spettacolo che ruota su se stessa, dilatandosi e contraendosi senza ordine apparente, come una allucinazione. Film emblematico di una ideologia, sospeso fra speranza e timore, tra fiducia e orrore, l'opera di Kubrick, la sua più significativa e riassuntiva, suscitò reazioni contrastanti, soprattutto negli Stati Uniti (" moralmente pretenzioso, intellettualmente oscuro, anormalmente lungo " lo definì Arthur Schlesinger jr.; " una via di mezzo fra l'ipnosi e una immensa noia " dissero in molti). Tenendo presente l'ulteriore evoluzione di Kubrick - in particolare ' Shining ' (1980) - si potrebbe definirlo una contorta e inconscia introduzione a un nevrotico cinema dell'orrore.

Moravia
"2001 è un semplice prodotto commerciale, impossibilitato per ciò stesso a essere opera d'arte" (e vabbè, ti becchi un bel BUM! :D )

li ho presi tutti da qui[/spoiler]

ripeto l'esempio della forza inaudita dela scena del respiro, lunga e pesante e funzionale in toto alla dissertazione in corso fra macchina e uomo.
Senza voler togliere valore al concetto di arte, si può prendere qualsiasi opera, prenderne i punti fondamentali e chiudere con un "... e quindi?". E quindi?
Non sono proprio d'accordo.
Amleto vuole vendicarsi e si finge folle. E quindi? E no, quindi un paio
mah, dipende sai. ho sentito qualcuno di fronte ad un quadro di Rothko affermare "beh, e sarebbe tutto qui, una tavola colorata?". :D
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Re: Stanley Kubrick

Post by Decades » 06 Mar 2011 19:52

A parte tutto ciò, personalmente credo che lasciarlo andare ed assorbirlo sia una cosa più importante della lentezza, della mancanza di questo o di quello, della fotografia, della storia in sé, del messaggio da trovare.
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Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 08 Mar 2011 09:56

qui altre dal mondo:
http://www.rottentomatoes.com/m/1000085 ... e_odyssey/
A parte tutto ciò, personalmente credo che lasciarlo andare ed assorbirlo sia una cosa più importante della lentezza, della mancanza di questo o di quello, della fotografia, della storia in sé, del messaggio da trovare.
hai ragione. Spero di cambiare idea, che maturi. Non mi piace l'idea di perdermi qualcosa del genere. Soprattutto se persone di cui mi fido dicono che è capolavoro.
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Re: Ultimi acquisti in libreria

Post by Pilgrim » 24 Mar 2012 14:19

:adamasio: wrote: EWShut é un filmetto. L´unico motivo per cui piace é perché tutti vorrebbero partecipare alla festa/orgia con la maschera. È solo quella scena il successo del film, mentre il libro é ben altro. E non provate a negarlo.
(il piú bel film di Kub é Barry Lyndon, comunque, se proprio dobbiamo dirlo).
adamà, filmetto in cosa?
quando dici questo
Io intendevo dire che la letteratura e´ sempre meglio del cinema, ma sempre.
per me il discorso si ferma, perché è errato. si è già detto, è improprio confrontare.

vuoi paragonare il Faust di Goethe con il Faust di Sokurov? come fai?

EWS non è il suo migliore, di certo, ma come fai a definirlo filmetto non si capisce. Barry Lindon è un altro capolavoro, ma una delle cose che più mi entusiasma in Kubrick è proprio quella di aver creato capolavori in ogni genere. con una manciata di film, 13 in 50 anni, ha scritto pagine indelebili in ogni settore della cinematografia.
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