TOP 10 Libri Preferiti

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AFX
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TOP 10 Libri Preferiti

Post by AFX » 22 Aug 2015 20:49

Per trovare nuove idee da leggere, via col TOP 10 libri preferiti di tutti gli utenti del forum. Chi vuole può fare 20 o 30.
Last edited by AFX on 22 Aug 2015 20:50, edited 1 time in total.
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Decades
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Re: TOP 10 Libri Preferiti

Post by Decades » 23 Aug 2015 11:18

Forza che a me serve provare qualche autore nuovo.

Anni fa sicuramente una top qui l'avevo fatta, ma aggiorniamo. Prendo parti di commenti dal mio anobii, ne scelgo 20 in ordine casuale, per bilanciare la presenza di alcuni dei soliti nomi.

I. David Foster Wallace, La scopa del sistema
Subito tra i preferiti, perché ha tutte le caratteristiche che mi avevano fatto innamorare di Pynchon, ma Wallace mi dà l'impressione di essere più umano e avvicinabile rispetto all'uomo che vive nascosto. Dovendo scegliere una sua pubblicazione, scelgo questa, anche se adoro saggi e articoli vari. Infinite Jest è troppo sfuggente e troppo massiccio per poterlo inserire onestamente in una top, un giorno toccherà riapprocciarlo in qualche modo. Poi è chiaro, se i personaggi assurdi non piacciono, meglio non leggerlo proprio. Ma nella loro assurdità, sono dannatamente reali. Escono fuori dalle pagine e sembrano davvero vicini anche temporalmente, e quindi un po' in tutto il resto. È diverso da ciò che può darti un personaggio di un romanzo ottocentesco.

II. Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano
Altra lettura recente, scende molto in profondità tenendoti per mano, ed è una sensazione piacevolissima. Anche quando non si tratta di pensieri facili da sostenere.

III. Isaac Asimov, La fine dell'eternità
Il mito della Torre di Babele in salsa time-travel. La miglior storia in questo ambito perché poggia su una base coerente, seppur sempre fantascientifica. Questa plausibilità fantascientifica è ciò che rende Asimov straordinario nelle sue storie. Di certo non lo si legge per lo stile elegante, anzi, lo stile è molto semplice (praticamente divulgativo), ma per gli appassionati di sci-fi è imprescindibile. Anche La trilogia della fondazione ha le stesse qualità, ma come storia preferisco questa.

IV. Don DeLillo, Underworld
Questo più di Rumore Bianco (che però wow), anche se è tremendamente più lungo e più pesante, con l'umore perennemente cupo che manco si vivesse tutto il tempo dentro Il Trionfo della Morte di Bruegel. Scenario a cui bisogna aggiungere montagne di spazzatura e la minaccia della Bomba, come ciliegina sulla torta. Gli intrecci tendono ormai a svanire dalla mia memoria, ma le sensazioni di questa lettura me le ricordo bene e me le porto ancora dietro. Il suo modo di focalizzare l'attenzione su alcuni dettagli è molto simile al fluire dei miei stessi pensieri. Il difetto di DeLillo è che davvero gli mancano l'ironia che invece trovi in Pynchon e Wallace, cosa che lo rende intrinsecamente tristofante. Però non importa.

V. Thomas Pynchon, V.
Avrei potuto ugualmente scegliere L'arcobaleno della gravità o L'incanto del lotto 49 (che consiglio se uno vuole iniziare con Pynchon). Questo è stato il primo e ha cambiato il mio modo di leggere. L'arcobaleno assorbe in una maniera più "totale" l'ambiente circostante, L'incanto invece ha dentro tutto Pynchon in versione sintetica (quindi lo consiglio per iniziare). Mason & Dixon divertente ma spesso anche noioso. Vineland defenestrabile a pagina 3.

VI. Yasunari Kawabata (Kawabata Yasunari), Il paese delle nevi
Sai che noia fare attenzione, una volta tanto, a qualche dettaglio che può rendere un attimo "perfetto" anche se non sta accadendo nulla.

VII. Paul Auster, Trilogia di New York
Detective story molto lynchane che mi hanno conquistato, pur non amando il genere. Gli altri di Paul che ho letto non mi sembrano altrettanto validi, i trucchetti che usa sono sempre quelli. Qui però funzionano benissimo. Coinvolgente.

VIII. Albert Camus, Lo straniero
"Mentre invece, in realtà, ancora una volta la meccanica sopprimeva tutto" 'nuff said. Il dubbio con La peste mi era venuto, ma questo è più terrificante della peste stessa (il cui passaggio preferito recita invece "quello che tornava comune a tutte le profezie è che conclusivamente erano confortanti. Soltanto la peste non lo era", che è una cosa sempre al centro delle mie battaglie anticomplottiste e anticatastrofiste)

IX. Jean-Paul Sartre, La nausea
Ricordo adamasio suggerire di passarci solo "attraverso", non so se l'ho fatto o se invece ci sono rimasto intrappolato. Io non pretendo di averlo capito perché non l'ho approfondito a livello filosofico, non voglio fare l'intellettuale senza potermelo permettere. Fatto sta che l'ho letto per la prima volta in un brutto periodo. Subito dopo, l'ho riletto in maniera più veloce. Qualche tempo dopo ancora, l'ho riletto di nuovo. Questo non l'ho mai fatto per nessun altro. Ogni tanto lo apro su quella parte, perché in un certo senso è una cosa che, alle volte, capita per davvero.

X. Fedor Dostoevskij, Delitto e castigo
Oh, a me non ha pesato affatto. A parte essere enorme nella scrittura e nella costruzione e nel racconto della storia e dei personaggi, è uno di quei romanzi che dovrebbero leggere tutti, e non a 60 anni. A 60 anni va bene solo se cerchi la soddisfazione intellettuale di "leggere Dostoevskij", ma qua c'è da cavarne qualcosa di utile per la vita. Anche solo a livello di provare a comprendere meglio i comportamenti umani, che è una cosa che serve sempre.

XI. William Gibson, Neuromante
Potrei giustificarne la presenza perché ho sempre convissuto con l'informatica e i suoi concetti, ma la cosa più bella sono i passaggi descrittivi, che trasudano immaginazione, soprattutto considerando che era il 1984, e certe cose erano arrivate alle masse al massimo grazie al film Tron. "Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto" è l'unico incipit che posso dire di aver memorizzato.

XII. Franz Kafka, Il processo
Probabilmente lo conoscerete tutti a memoria, quindi è inutile dilungarsi. Scelgo questo anche se forse il meglio lo dà con i racconti, che però non ho ancora finito di leggere. Anche America è molto bello ma non se ne parla mai, forse perché meno caratteristico. Il castello invece è estremamente assillante, una trappola claustrofobica al pari del Processo, però è anche più difficile da reggere.

XIII. Umberto Eco, Il nome della rosa
Meglio del Pendolo. Lo conoscete tutti, è inutile commentare. Generalmente mi danno fastidio quelli che devono per forza parlarne male per fare i fighi nella propria facoltà umanistica.

XIV. Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita
Lo ammetto, anche questo non lo avevo letto perché era un titolo gettonato quanto Fight Club. Però la presenza del gatto salva tutta la situazione. Eccezionali i capitoli su Pilato e Jeshua.

XV. John Steinbeck, Of Mice and Men (letto in inglese)
Emotivamente devastante. Non verso lacrime per le storie, ma questo sarebbe stato il caso.

XVI. Agota Kristof, Trilogia della città di K.
Atmosfera indimenticabilmente disturbante.

XVII. Joseph Conrad, Heart of Darkness (letto in inglese)
Forse me lo sono goduto meno del previsto, perché nel leggere in inglese fatico un po' di più nel recepire l'atmosfera (mi perdo qualche dettaglio importante), al contrario di quanto accade con film e serie tv. Ma dopo averlo letto, come fai a escluderlo da qualsiasi top libri? Come fai a non portarti dietro pure questo?

XVIII. Italo Svevo, La coscienza di Zeno
Magari infastidisce osservare questo lato della natura umana. Però esiste. Vogliamo ignorarlo? Tendiamo a respingere più questo che ogni tipo di orrore e crudeltà fisica. Magari a molti starà antipatico per ragioni scolastiche.

XIX. J. G. Ballard, Il condominio / Philip Dick, Ubik
Sono di quei romanzi che non ritieni capolavori ma che ti rimangono lo stesso. E quegli autori continui a leggerli. Deliranti classici sci-fi, comunque.

XX. William Burroughs, Pasto Nudo
Fa schifo. È disgustoso. L'ho odiato. Tornerei indietro per impedirmi di leggerlo? Non esiste. Per qualche motivo, lo considero una tappa fondamentale di me in quanto lettore.

***

Top 5 Racconti:
01. Edgar Allan Poe. Non credo esista qualcosa di più ipnotico della sua penna quando si cimenta nei racconti.

02. Ernest Hemingway. Di tori, di pesca, di prima guerra mondiale, di pugilato, di cavalli, a me interessa poco. Però non importa, non conta, perché per come scrive potrebbe raccontarmi qualunque cosa e io starei lì ad ascoltarlo comunque.

03. H.P. Lovecraft. Per quanto spesso naif, ingenuotto, mi-metto-i-brividi-da-solo, continuo a tornarci e a rileggerlo quando le giornate si accorciano.

04. Luigi Pirandello. Le sue novelle sono state qualcosa di devastante per la mia psiche.

05. Jorge Luis Borges. Alcuni dei suoi racconti avrei voluto scriverli io.

***

Il grande assente è Moby Dick, che tento inutilmente di leggere da quando avevo 12 anni.

In lettura, come possibile candidato alla top, La montagna incantata di Mann (agent Mulder, see you in about... eight years)
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Enrico
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Re: TOP 10 Libri Preferiti

Post by Enrico » 14 Oct 2017 12:40

Sono 10 ma non è una classifica....

10- Jean Claude Izzo - Trilogia di Marsiglia ( Casino Totale- Chourmo- Solea) : Quando il noir è il pretesto per raccontare l'anima di una delle città più controverse ed affascinati d'Europa. Marsiglia non è solo lo sfondo, ma uno dei protagonisti dell'intera trilogia. Il commissario Montale la vive, la ama ( e ce la fa amare) e la percorre. Dal porto vecchio con i suoi ristoranti di pesce e bar bui dove rifugiarsi per un Lagavulin, alle citè dove predomina la lingua araba e la vita ha un valore diverso. Per concludere davvero questi libri è d'obbligo visitare Marsiglia.

9- James Ellroy - Il Grande Nulla Difficile scegliere un libro Di Ellroy. Il grande nulla è il mio preferito della quadrifonia di Los Angeles. Nelle prime tre pagine c'è una descrizione della città degli angeli al tramonto che da sola vale il prezzo del libro. E' il maestro dell'intreccio. Ha pochi eguali. Le sue trame sono contorte, spesso non semplicissime da seguire e girano attorno ad un consistente numero di personaggi, ma crea una pericolosa dipendenza. Una volta aperto, il grande nulla, diventa l'interesse principale della giornata (di ogni giornata) finché non lo si conclude.

8- Don DeLillo - Cosmopolis Una discesa negli inferi dell'animo umano. Non dico altro.

7- Agota Kristoff - Trilogia della città di K. Non credo di aver mai letto un libro così buio. Non filtra un raggio di luce neanche per errore. Meraviglioso e tremendamente drammatico. Scrittura secca che cresce nei suoi dialoghi pungenti ed essenziali.

6 - Friedrick Durrenmatt - La Promessa (ma anche tutti gli altri suoi) Questo è un autore, uno dei pochi, che se ti chiedono.. "Mi consigli un libro di Durrenmatt?" la tua risposta non può che essere ..."o tutti o niente...inizia con quello che vuoi...ma non dimenticarti i racconti"...

5- Ferdinand Cèline - Viaggio al termine della notte Letto, sottolineato, riletto. E' semplicemente un capolavoro, il viaggio più intimo e disilluso nella natura umana che io abbia mai letto finora. Scritto in maniera divina. Lascia poche speranze...ma che volete farci?

4- Cormac McCarthy - La strada L'atmosfera di questo libro è la stessa che ho immaginato ascoltando The Eye of Every Storm dei Neurosis. E ho detto tutto. McCarthy è uno scrittore fondamentale,ma questo non lo scopro io.

3- Emmanuelle Carrerè - Limonov Biografia (autorizzata o meno non so) di un irriverente e pazzo personaggio che non amava stare ai margini di una Russia dal dopoguerra in poi. Una vita fuori dal comune che val la pena di essere conoscere.

2- David Van Reybrouck - Congo La storia del cuore d'africa dal periodo di Leopoldo II ai giorni nostri. Appassionante, meravigliosa, incredibile, terribile ... fondamentale ...per riflettere e cercare di capire.

1- Ryszard Kapuściński - Ebano/b] E' il libro dell'iniziazione al viaggio, alla scoperta, alla curiosità. Molto più di un racconto. Trasmette la voglia di vedere. Trasmette la necessità, quasi irrefrenabile, di caricare uno zaino e partire.

Sono dieci... potrebbero essere tanti altri ma mi fermi qui.
Ciao.

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