Scrittori statunitensi

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Shaun
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Scrittori statunitensi

Post by Shaun » 25 Jan 2009 14:49

Utilizziamo questo topic per discutere degli autori made in USA che preferiamo, proporne di poco conosciuti, parlare di nuove uscite rigorosamente statunitensi. Sentitevi liberi di aprire un topic per autori che conoscete bene e di cui vi sentite di scrivere qualcosa di più.

Apriremo un topic a parte per il resto della letteratura americana.
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Comely

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Von
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Von » 25 Jan 2009 15:09

Approfitto per parlarvi di David Sedaris.

Wiki:

David Sedaris (born December 26, 1956) is a Grammy Award-nominated American humorist, writer, comedian, bestselling author, and radio contributor.

Sedaris was first publicly recognized in 1992 when National Public Radio broadcast his essay "SantaLand Diaries". He published his first collection of essays and short stories, Barrel Fever, in 1994. Each of his five subsequent essay collections, Naked (1997), Holidays on Ice (1997), Me Talk Pretty One Day (2000), Dress Your Family in Corduroy and Denim (2004), and When You Are Engulfed in Flames (2008), have become New York Times Best Sellers.

As of 2008, his books have collectively sold 7 million copies. Much of Sedaris's humor is autobiographical and self-deprecating, and it often concerns his family life, his middle class upbringing in the suburbs of Raleigh, North Carolina, Greek heritage, various jobs, education, drug use, homosexuality, and his life in France with his boyfriend, Hugh Hamrick.


Di lui ho letto due raccolte di racconti per ora.

La prima è "Diario di un fumatore" che, dicono, "è una raccolta di storie (vere e inventate) che al centro della narrazione hanno come sempre figure e situazioni tanto bizzarre quanto sinistramente familiari che descrivono in modo irresistibile la tremenda difficoltà della vita moderna. Ritornano in queste pagine i suoi parenti ormai leggendari (la madre sarcastica e spietata quanto adorabile, il padre ossessionato da passioni sportive, musicali, lavorative, le sorelle scatenate, vendicative e diaboliche etc etc). A queste escursioni nel magico mondo delle famiglie disfunzionali (che oggi rappresentano più del cento per cento dei casi) e alla narrazione indimenticabile del suo personale "On the Road" attraverso gli Usa su un autobus popolato dall'umanità più varia, Sedaris aggiunge una serie di racconti di fantasia nei quali le sue personali fobie e idiosincrasie verso il popolo del dorato mondo dello show business trovano uno sfogo quantomai esilarante. Malvagio, grottesco, illuminante, spassoso e unico. Un maestro della satira e uno dei più acuti osservatori di quella fonte inesauribile di vicende tragicomiche che è la condizione umana".

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L'altra è "Holidays On Ice", della quale scrissi:

"David Sedaris non è un genio comico, non è di quelli che ti stupiscono con la trovata fuori dal comune o con l'arguto gioco di parole. Supplisce a questa sua apparente mancanza con una dose abbondante di cinismo e ferocia. "Holidays On Ice" è una mini-raccolta (quattro racconti) nella quale viene dissezionato e violentato lo spirito del Natale - America's way of course.
Nessuno sano di mente scriverebbe a cuor leggero certe cose sulle recite di Natale delle scuole elementari. Eppure tutti le pensiamo. Ecco, il vero talento di Sedaris è proprio questo: gridare "il re è nudo", e farlo con perfidia e stile.
Chi ha già letto altri suoi scritti riconoscerà alcune delle sue ossessioni tipiche: il mondo della TV, i ricchi e il loro comportamento assurdo e compulsivo ("Natale significa dare" è un racconto talmente surreale che potrebbe essere uscito dalla penna di Buzzati), le storie di vita vissuta.
Ciliegina sulla torta stilistica del buon Sedaris è la sua occasionale capacità di vedere il buono dentro l'animo umano - e di raccontarcelo con intuizioni delicate ed efficaci.
"

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Consigliato.
Last edited by Von on 25 Jan 2009 15:10, edited 2 times in total.
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Oedipa Maas
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Oedipa Maas » 26 Jan 2009 16:28

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Spero non sembri scontato.

Charles Michael "Chuck" Palahniuk (pronounced /ˈpɑːlənɪk/; born February 21, 1962) is an American transgressional fiction novelist and freelance journalist. He is best known for the award-winning novel Fight Club, which was later made into a film directed by David Fincher. He lives near Vancouver, Washington.

Ho letto 5 dei suoi romanzi e pensavo di saperne parecchio su di lui, leggendo la sua pagina di Wikipedia però ho scoperto cose interessanti. Ad esempio, il fatto che il suo stile sia stato molto influenzato da un certo Tom Spanbauer, insegnante di scrittura a Portland e creatore del concetto di "Dangerous writing", che spinge l'autore a scrivere riguardo a ciò che personalmente lo spaventa e/o imbarazza per esplorare le proprie paure ed esprimerle onestamente. Credo che questa influenza sia ben presente nei romanzi di Palahniuk, alla luce di questa scoperta risulta più chiaro il suo continuo spaziare fra temi volutamente scandalosi/disgustosi per la maggior parte della gente. Prendendo anche uno solo a caso dei suoi romanzi è difficile uscirne indenni, Palahniuk riesce sempre a colpire in qualche modo, rielaborando la realtà in modo insolito come in Fight Club (anche dopo il successo del film continuo ad ammirare la quantità di spunti diversi che è riuscito ad unire) o puntando su temi che tendono più facilmente ad impressionare il lettore non avvezzo, senza tralasciare dettagli specifici preferibilmente riguardanti sesso, malattie, morte, come in Invisible Monsters, Soffocare e, apice di questa ricerca del disgusto, Cavie, raccolta di racconti tenuti insieme da una trama purtroppo poco sviluppata ma che hanno valore come mini-romanzi a sé, fra i quali un racconto intitolato "Guts" che Palahniuk si è divertito ad utilizzare nelle letture in giro per l'America, provocando ad oggi 73 svenimenti, fra cui quello di un uomo che nel disperato tentativo di lasciare la sala dove la lettura era tenuta ha perso i sensi dopo aver sbattuto la testa contro la porta. Avendo letto il racconto in questione, non mi riesce difficile crederci.

A chi sia interessato a conoscere l'autore, consiglio di leggere uno dei romanzi (ovviamente cito solo quelli che ho letto):
Fight Club
Invisible Monsters
Soffocare


mentre le raccolte di racconti come "Cavie" e "La scimmia pensa, la scimmia fa" sono in generale meno interessanti.
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Shaun
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Shaun » 26 Jan 2009 17:53

Non ce la faccio con quest'ultimo.
Mi spiego: Fight Club e Invisible Monsters mi sono anche piaciuti, senza farmi particolarmente impazzire. Lo trovo sopravvalutato, perche' non capisco come tutto il presunto schifo che infila nei suoi libri, le situazioni estreme di cui ogni sua storia si fa portatrice, possano stupire pubblico e critica.
Mi sembra tanto fumo, ecco.
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Comely

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Re: Scrittori statunitensi

Post by AFX » 26 Jan 2009 18:35

Jonathan Safran Foer (Washington, 1977) è uno scrittore statunitense, dice wikipedia

è autore di due romanzi finora:
Ogni Cosa E' Illuminata (da cui anche l'omonimo film)
Molto forte, incredibilmente vicino

Entrambi acclamati dalla critica per la creatività e l'originalità dello stile, nonché apprezzati dal pubblico - ha venduto tantissimo anche da noi.
Il primo libro racconta di un ragazzo che dagli Stati Uniti si sposta a confine fra l'Ucraina e la Polonia alla ricerca delle sue radici, non essendo però il protagonista degli eventi raccontati.
Il secondo racconta invece di Oskar, un bambino molto fantasioso che ha perso il padre nell'attacco alle Torri Gemelle.

Secondo me sono uno meglio dell'altro e spero che il terzo libro non tardi eccessivamente ad arrivare, oltre che sia all'altezza dei primi 2.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Oedipa Maas » 26 Jan 2009 18:37

Shaun wrote:Non ce la faccio con quest'ultimo.
Mi spiego: Fight Club e Invisible Monsters mi sono anche piaciuti, senza farmi particolarmente impazzire. Lo trovo sopravvalutato, perche' non capisco come tutto il presunto schifo che infila nei suoi libri, le situazioni estreme di cui ogni sua storia si fa portatrice, possano stupire pubblico e critica.
Mi sembra tanto fumo, ecco.
Per quanto riguarda il 'presunto schifo', non penso sia quello il problema, in fondo credo che il tuo discorso si riferisca più al fatto che oltre lo schifo non c'è altro. Su questo non sono d'accordo, penso che se Palahniuk non trattasse di certi argomenti 'estremi' potrebbe benissimo scegliere la via più banale di molti suoi colleghi con la differenza che saprebbe vedere le cose da un punto di vista non convenzionale, 'Fight Club' potrebbe continuare ad esistere, e troverei comunque una certa originalità nel modo in cui scrive. Come ho già detto nel post precedente la cosa che apprezzo di più di lui sono gli spunti originali che trovo nelle sue storie e che rispecchiano molto il mio gusto personale, poi è ovvio che non può piacere a tutti. Ne ho parlato qui per questo motivo, perché secondo me qualche pregio in fondo ce l'ha, poi non ho detto che è l'apice della scrittura statunitense, è solamente il primo che mi è venuto in mente ;)
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Shaun » 26 Jan 2009 18:39

Negli spunti ci trovo anche io qualcosa di buono, infatti come dicevo Fight Club e Invisible Monsters mi sono piaciuti. Ma e' ripetitivo, e non gli contesto la sola presenza di schifezze, ma l'alone di "scrittore maledetto" che queste schifezze gli hanno donato.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Decades » 26 Jan 2009 18:58

Io, avendo letto i tre consigliati, difficilmente riuscirò a leggerne un quarto (anche perché voglio dedicarmi ad altri autori), però non mi sembra così grave se una fetta di pubblico lo supporta senza sapere che sta leggendo e che esistono anche altri scrittori.
Per dire, anche Lynch nel cinema gode di un certo Hype, se vogliamo chiamarlo così, ma non andiamo a svalutare un Eraserhead o Strade Perdute o Twin Peaks, con le dovute proporzioni del caso (in musica poi... non ne parliamo)
Last edited by Decades on 26 Jan 2009 19:00, edited 1 time in total.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Shaun » 26 Jan 2009 20:31

Ah, ma infatti a me sta bene che si passi da lui per approdare ad altro (tra l'altro, un argomento che verrà trattato in un prossimo articolo per Il Panopticon).
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Re: Scrittori statunitensi

Post by oppholdsvaer » 26 Jan 2009 20:41

AFX wrote:Jonathan Safran Foer (Washington, 1977) è uno scrittore statunitense, dice wikipedia

è autore di due romanzi finora:
Ogni Cosa E' Illuminata (da cui anche l'omonimo film)
Molto forte, incredibilmente vicino

Entrambi acclamati dalla critica per la creatività e l'originalità dello stile, nonché apprezzati dal pubblico - ha venduto tantissimo anche da noi.
Il primo libro racconta di un ragazzo che dagli Stati Uniti si sposta a confine fra l'Ucraina e la Polonia alla ricerca delle sue radici, non essendo però il protagonista degli eventi raccontati.
Il secondo racconta invece di Oskar, un bambino molto fantasioso che ha perso il padre nell'attacco alle Torri Gemelle.

Secondo me sono uno meglio dell'altro e spero che il terzo libro non tardi eccessivamente ad arrivare, oltre che sia all'altezza dei primi 2.
uno dei miei scrittori preferiti di sempre.
Dolcissimo, sicuramente curato nello stile, molto vivace ma al tempo stesso ingenuo. "Ogni cosa è illuminata" è il mio preferito. Spero anche io esca presto con un nuovo romanzo, in giro ho letto suoi articoli sparsi su diverse riviste e anche in quei frangenti mi aveva incantato.
La scena canadese caga in testa a tutte le altre.

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