Soda Stereo

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Scavenger
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Re: Disco del giorno

Post by Scavenger » 22 Dec 2015 00:17



Non solo il disco del giorno, ma anche l’album pop rock che più ho ascoltato nel 2015. Il Magnum Opus di Gustavo Cerati, l’ex leader dei Soda Stereo, la cui popolarità in Argentina tiene testa a quella di Maradona o Messi.

Le informazioni italiane sono carenti, qualche link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Cerati
http://en.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Cerati
http://www.rockol.it/news-630218/gustav ... oda-stereo (De Musica Ligera è una sorta di Smells Like Teen Spirit per la generazione dei ragazzi sudamericani nei primi anni novanta). I Soda Stereo registrarono anche un falso Unplugged negli studi di MTV a Miami, non a caso ribattezzato Plugged, e toccarono anche lo shoegaze con Dynamo nel 1992.
http://www.mauriziocampisi.com/2014/09/ ... rnazionale

P.S. Un album di Peter Gabriel nella vostra top 100 anni ottanta ci stava, magari uno tra Melt, Security e Passion.
Last edited by Scavenger on 22 Dec 2015 00:28, edited 2 times in total.

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Re: Il vostro ultimo acquisto

Post by Scavenger » 14 Sep 2016 12:42

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Ne avevo già parlato in passato..comunque Il recente anniversario della morte di Gustavo Cerati mi ha portato al ripasso della discografia dei Soda, che conosco a menadito, ma mi ha pure ricordato che un cd originale mancava ancora nella mia collezione. Così ecco Dynamo, l’album shoegaze da me più ascoltato, oltre a essere il più venduto di tutti i tempi.
Imprescindibile per gli amanti del genere, anche perché al suo interno ci sono pezzi che un complesso europeo o americano non avrebbe mai potuto concepire, come Sweet Sahumerio, Fué e Camaleón (nel quale Cerati e Bosio si scambiano gli strumenti).

[spoiler]Tra l'altro Ondarock ha da poco pubblicato un'esaustiva monografia alla quale rimando chi volesse approfondire la conoscenza della più grande rock band ispanofona di sempre.
http://www.ondarock.it/rockedintorni/gu ... stereo.htm[/spoiler]

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Re: Best Live Albums Ever

Post by Scavenger » 18 Oct 2016 13:30

Fra gli Unplugged (anche se non è completamente acustico) quello dei Soda Stereo è uno dei migliori in assoluto, come intensità tiene testa ai Nirvana.

https://vimeo.com/61155654 Comfort y musica para volar (1996)
I fan dei Ride riconosceranno il riff di "Chrome Waves" nel rifacimento dell'introduttiva "Un Misil En Mi Placard".
Last edited by Scavenger on 18 Oct 2016 18:43, edited 1 time in total.

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Re: Radiohead

Post by Scavenger » 20 Feb 2017 15:29

AFX wrote:
08 Feb 2017 14:52
Completate la sentenza:

Se ti piacciono i Radiohead, allora ti devono piacere per forza anche i ......
I Soda Stereo di Sueño Stereo (1995) secondo me ci stanno. Raffinato rock intriso di elettronica e suggestioni brit pop (missaggio dell'album realizzato a Londra). Ho sempre pensato che un fan dei Radiohead potesse andare a nozze con quel disco e questa richiesta cade a fagiolo. Bono e gli U2 erano loro ammiratori e hanno anche reso omaggio a Cerati in Argentina, Yorke non so. Comunque io consiglio.




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Re: Radiohead

Post by Scavenger » 20 Feb 2017 21:22

AFX wrote:
20 Feb 2017 18:00
Provo sicuramente presto, ma li avevo già ascoltati perché ne avevi parlato un'altra volta qui sul forum mi pare
Più di una volta sicuramente nel topic "Disco del giorno" ma non questo album nello specifico, che, oltre ai fan dei Radiohead, consiglierei a tutti quelli che sono affezionati alla musica pop/rock britannica degli anni novanta.
Lo stesso discorso vale per il precedente Dynamo del resto, che però è riconducibile allo shoegaze. A proposito di quest'ultimo e del rapporto con gli U2 (di cui ho letto qualcosa nei forum ispanofoni) è curioso notare come "Lemon" presenti degli effetti elettronici vagamente simili a quelli di "Claroscuro" dei Soda.
Poi magari mi sbaglio ma anche Cerati (che nasce come chitarrista) come Yorke si è sempre mosso a cavallo fra rock ed elettronica. "Medida Universal" del progetto Ocio ad esempio (Gustavo Cerati - Flavio Etcheto) è elettronica strumentale che potrebbe piacere a chi segue la techno di Basic Channel, oppure la musica glitch e l'IDM di Autechre ed Aphex Twin (la stessa che ha influenzato i Radiohead quindi). Per non citare il classico "Bocanada", che recuperando anche il trip-hop suona come un manifesto sonoro di tutto quello che si faceva in quegli anni.
Il bacino d'utenza dei Soda Stereo nell'America Latina inoltre è grosso quanto quello di una band generazionale come i Radiohead qui da noi. Cerati è la più grande icona rock di quei paesi, dalla nativa Argentina al Messico, tanto che si è parlato di Soda Manía: https://es.wikipedia.org/wiki/Soda_-_man%C3%ADa

Avrei anche potuto aprire un topic a parte...comunque qui basta dire che ci sono perlomeno delle basi per fare un accostamento.

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Soda Stereo

Post by AFX » 24 Feb 2017 09:08

insomma ascoltiamoli
vedo se posso comprare qualcosa a prezzi ragionevoli
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Re: Soda Stereo

Post by Scavenger » 24 Feb 2017 15:50

Aggiungo altri link dove si possono reperire informazioni in italiano:

http://wsimag.com/it/spettacoli/18346-stereo-cerati

http://wsimag.com/it/spettacoli/21292-f ... ndo-cerati

Provo a dire qualcosa anche io, ricapitolando il tutto con cose che avevo già scritto ad altri.
Stabilire da dove partire non è semplice sia per quanto riguarda Cerati sia per i Soda, perché ogni disco cambia direzione, toglie o aggiunge qualcosa ai precedenti. Siamo di fronte a una carriera che è un continuo reinventarsi fra i più svariati generi musicali.

Provando a stabilire alcuni punti fermi, direi che il disco chiave dei Soda anni ottanta è Signos (1986): qui le influenze post-punk e new wave arrivano a una maturazione completa, che abbandona gli scatti ska e reggae degli esordi ancora privi di una personalità definita.
L'hit è "Persiana Americana".

Doble Vida (1988) è da tenere in considerazioni perché vanta la produzione a la partecipazione di Carlos Alomar, che credo non abbia bisogno di presentazioni.
Si sperimenta con la musica funky, soul e finanche rap. “En El Borde” è il primo storico pezzo del genere in un disco proveniente dall’America Latina. Ma il momento saliente dell’album è il singolo “En la Ciudad de la Furia”, che si riallaccia alla new wave e dipinge un affresco memorabile della città di Buenos Aires. Probabilmente, riascoltandolo ora, i singoli spiccano sulla visione d’insieme e il sound non è più alla moda, ma con questo album i Soda Stereo si affacciano per la prima volta sul mercato musicale degli Stati Uniti.

Canción Animal (1990) sancisce una svolta radicale: chitarre fragorose in evidenza, sentori quasi grunge che non rinunciano però a un melodismo pop estatico. Questo è il “Nevermind” del latin-rock e “De Música Ligera” la sua “Smells Like Teen Spirit”; un inno generazionale che ha cambiato per sempre la faccia del rock in spagnolo. Ci sono poi le grandi canzoni dove affiora in maniera decisa l’anima cantautorale di Cerati, come le indimenticabili "Té Para Tres” ed “Entre Canibales”.

Dynamo (1992) rimescola un’altra volta le carte in tavola e punta dritto allo shoegaze. Un genere che nelle mani di Cerati si fonde con l’elettronica, diventando più caldo e seducente. Si dice che proprio in questo periodo la musica dei Soda Stereo sia giunta alle orecchie degli U2, nonostante sul momento i fan rimasero spiazzati dalle nuove, modernissime e sconosciute sonorità. Le più audaci sperimentate dai Soda fino a quel momento, che evocano in parte quanto fatto da Cerati con Melero in Colores Santos. Emblematica "Nuestra Fe" da questo punto di vista.

Su Sueño Stereo (1995) invece le stratificazioni sonore shoegaze sfumano in un art-rock di classe estremamente raffinato, capace di dialogare tanto con il brit-pop dell’epoca, quanto con la musica psichedelica. Ma Cerati è ormai sempre più preso dall’elettronica, come testimonia l’uso smodato dei samples, mentre X-Playo richiama persino alla mente il minimalismo di Steve Reich. Questo è l’ultimo lavoro in studio della band.

L’originale (Un)plugged semi elettrico del 1996, registrato a Miami e pubblicato parzialmente sotto il nome “Comfort Y Música Para Volar”, ha un impatto sociologico e un’intensità nelle interpretazioni equiparabile a quello dei Nirvana.
Viene alla luce tutta la perizia del Cerati chitarrista, che fa quello che vuole con i più disparati modelli di chitarra elettrica e acustica. Il pubblico pende dalle sue labbra e nella strabiliante cover finale di “Genesis” dello storico gruppo argentino Vox Dei cade ai suoi piedi.

Menzione a parte merita la carriera solista, altrettanto importante e significativa, in definitiva senza macchie.

Indispensabile innanzitutto il già menzionato Colores Santos (1992), composto in coppia con Daniel Melero, ombra di Cerati e quarto Soda in più occasioni. Allineato se non in anticipo rispetto alle tendenze elettroniche dell’epoca, perché “Madre Tierra” prefigura i battiti jungle spruzzati di jazz degli Spring Heek Jack. Due videoclip raggiungono poi MTV: Il dream pop cosmico di “Vuelta Por El Universo” e il pop-rock alternativo di “Hoy Ya No Soy Hoy”.

Amor Amarillo (1993) è il primo vero disco solista e tiene insieme le due anime di Cerati, quella rockettara (la title-track, la cover di Spinetta “Bajan”) e quella elettronica, che emerge in maniera prepotente con il synth pop del singolo "Pulsar". L’altro cavallo di battaglia è costituito dalla ballata “Lisa”.

Bocanada (1999) è il Magnum Opus, il capolavoro di una carriera (top anni novanta, per intenderci). L’approdo definitivo, la sintesi di tutto quello che Cerati rappresenta e ha rappresentato per un continente. Ma pure una tappa che illustra lo stato dell’arte riguardante le possibilità di ibridazione fra rock ed elettronica alla fine del decennio.
Sono presenti campionamenti massicci nello stile del trip-hop, che vanno dalla percussività tribale di “Tabù” alla world-music di Raíz. Ma ci sono anche il rock sinfonico di “Verbo Carne” e quello più alternativo di “Puente”, oltre agli esperimenti con la chill-out di “Aqui & Ahora”. Altri brani invece sono riconducibili a una nobile forma di musica d’autore, come “Bocanada”, “Perdonar Es Divino” e “Beautiful”.

Siempre Es Hoy (2002) riparte dal lato elettronico di Bocanada ed è il disco più denso e lungo mai pubblicato da Cerati (ben 17 canzoni). Complessivamente più orientato verso il pop rispetto al predecessore, tanto da ricevere una nomination ai Latin Grammy Awards. Se “Artefacto” farebbe oggi invidia al Trent Reznor più melodico, dal canto suo “Tu Cicatriz En Mi” possiede un trattamento elettronico nell’intro che potrebbe rimandare ai lavori di un Vladislav Delay. "Altar" prova invece a giocare con l'hip-hop.

Ahí Vamos (2006) segna il ritorno a un rock duro e crudo, a canzoni formalmente più semplici e dirette ma pienamente centrate, come testimoniato dal successo dei singoli: la romantica “Lago En El Cielo” e la nostalgica “Crimen”. Nel senso genuino del termine, questo è uno dei più grandi dischi rock del nuovo secolo: “Bomba De Tiempo” è infatti una lezione da manuale ai gruppi indie-rock emergenti. Il tour promozionale toccherà città americane (Chicago, New York) ma pure l'Inghilterra con Londra.

Fuerza Natural (2009) è l’ultimo capitolo. Forse prevedibile nel recupero di certe citazioni rock classiche e folk/country ma non so in quanti possano permettersi un disco pop-rock così godibile superata la soglia dei cinquant’anni. Latin Grammy Award nella categoria migliore canzone rock per Déjà Vu.

Stando a ben vedere, risistemando un po’, ci sarebbe anche il materiale per un articolo.

Video per cominciare:






Live con Carlos Alomar:



Per chi mastica anche solo un po' di spagnolo, ulteriori video che testimoniano quanto Gustavo Cerati fosse una figura di riferimento per il mondo argentino e latino-americano in generale:







L'omaggio degli U2:


Last edited by Scavenger on 02 Mar 2017 13:21, edited 1 time in total.

toolipano
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Re: Soda Stereo

Post by toolipano » 24 Feb 2017 17:00

mi hai molto incuriosito. Direi che un articolo con tanto di voti lo devi scrivere a questo punto :P

Da cosa conviene incominciare? Sueño Stereo? Bocanada?
"Ecco, i Tool hanno fatto un capolavoro e tre Catherine Deneuve." [cit. Alka]

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Re: Soda Stereo

Post by Scavenger » 24 Feb 2017 19:31

toolipano wrote:
24 Feb 2017 17:00
mi hai molto incuriosito. Direi che un articolo con tanto di voti lo devi scrivere a questo punto :P

Da cosa conviene incominciare? Sueño Stereo? Bocanada?
Non sono molto a mio agio fra voti e classifiche, comunque se si trova una formula per pubblicare qualcosa...
Essendomi fatto un'idea sui gusti del forum e la linea del sito, direi sicuramente Bocanada e i Soda degli anni novanta in primis. Sueño Stereo va benissimo ma anche Dynamo.

Dio
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Re: Soda Stereo

Post by Dio » 24 Feb 2017 19:39

Scavenger, una curiosità:sei argentino o sei solo affascinato dalla musica sudamericana?

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