Electro Music Is a Luxury

La musica è già di per sé un bene di lusso, visto che dopo anni di battaglie per portarla al 4%, l’IVA su CD e vinili è salita prima al 21 e poi al 22 percento (la stessa che hanno automobili, computer, alcolici e tabacchi), ma quando si tratta di jazz e soprattutto di elettronica, si finisce dritti nella categoria beni di extralusso.  
Ero su Amazon con la buona intenzione di recuperare terreno in vista della chart di musica elettronica di quest’anno, di cui non sono curatore ma che voglio sempre supervisionare per non perdermi niente del meglio in circolazione e poter almeno dire la mia sul podio, ma ben presto ho perso ogni speranza: quest’anno non farò in tempo a rispondere presente, quest’anno la musica elettronica a casa mia non c’è arrivata (d’altronde manco l’Eurostar si degna di fermarsi ormai). Va bene l’etichetta indipendente (che comunque tanto casereccia non è se riesce ad allacciarsi ai circuiti che contano per i materiali di stampa e per la distribuzione… c’è comunque un sales manager che lavora là dentro), va bene che in pochi a parte Aphex Twin, Burial e forse Four Tet hanno un nome tale da richiamare fedeli all’acquisto perpetuamente incondizionato (i Massive Attack e i Portishead non li consideriamo), va bene che questa gente campa di DJ-set più che di pubblicazioni di musica registrata, ma non è possibile che mediamente con le stesse 100 Euro su Amazon ci prendi spese di spedizione incluse 6,25 CD e 4,70 vinili quando si tratta di musica elettronica nuova (inteso come edita 2012-2013), mentre quasi il doppio per roba rock, pop, metal, canzoni. Un album di Tim Hecker costa spedito almeno 16 euro, con quelli del vecchio catalogo anche un paio di monete in più. Se il confronto va fatto con una band di circuito ed etichetta indie, quindi esente dalle scontische delle major, allora ecco che Repave dei Volcano Choir (Bon Iver) lo porti a casa per 5,73 più spese di spedizione. Non vale per tutti, perché per esempio Visions di Grimes costa ancora un’occhio dopo oltre 24 mesi, ma tirando le somme, a 100 euro ci arrivi molto più lentamente quando si tratta di rock.

E a proposito di Amazon, questa è la lista delle aliquote IVA paese per paese…

Accade da sempre lo stesso col jazz, che magari è musica che non è diretta allo sbarbatello con lo scooter Piaggio e il gel nei capelli che ruba i soldi dal borsellino di mamma prima di uscire per comprarsi una consumazione aggiuntiva al club, ma l’elettronica… ragazzi, perché mai deve costare così tanto? Siamo in pochi, d’accordo. E siamo ancor meno a comprare, perché state sicuri che uno su trenta (se va bene) di quelli che saltano al Club 2 Club possiede anche il CD dell’artista che sta suonando. Però non si può prendere il mutuo per comprare quella dozzina di uscite discografiche che hanno segnato l’annata. Cosa si può fare se Spotify non è la soluzione? Magari costerà sempre di più del rock, ma almeno torniamo a chiedere a gran voce che l’IVA sulla musica (e sul cinema, e sui libri!) scenda al 4% come per i libri. Siamo un popolo in grave ritardo culturale rispetto all’Europa centrale e settentrionale, basta connettersi cinque minuti sulla prima pagina di Facebook per rendersi conto che anche intorno a noi c’è tristezza e ignoranza. Detassare la cultura sarebbe la prima mossa da fare qualora volessimo davvero recuperare terreno. Ma lo vogliamo? Lo vogliono loro a Roma e soprattutto a Bruxelles?

 

Sono un pubblicitario prestato al mondo del vino. Una notte ho sognato che vincevo al SuperEnalotto, e coi soldi vinti aprivo il miglior negozio di musica di sempre, dove si ascoltava e si vendeva solo la musica che dicevo io. Se qualcuno non era d’accordo, quella era la porta. Se fallivo, fallivo. Se facevo successo, chiamavo Mark Hollis a suonare in acustico e Oneohtrix Point Never a fare un DJ set.
Mentre attendo che ciò diventi realtà, ho aperto con un po’ di amici di lungo corso forumistico questo posto, dove mi rifugio tutti i giorni, non appena posso.

Una volta ho quasi sfiorato la mano di Michael Stipe. Ho l’autografo di Maynard James Keenan. E anche quello di Aaron Turner. Conosco Burial personalmente.

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