DJ Healer – Nothing 2 Loose

DJ Healer – Nothing 2 Loose

Breve introduzione all’accoppiata che DJ Healer forma con Prime Minister of Doom, a breve, nel prossimo report di musica elettronica, sempre sulle frequenze di DYR. I due dischi sono fatti dalla stessa persona, la stessa che precedentemente era conosciuta con i moniker di Traumprinz e Prince of Denmark. Usciti tutti e due nello stesso periodo, non reperibili nei siti di streaming e neanche in vinile perché sono state stampate pochissime copie, operazione che ha portato ad un culto e ad un’attenzione che difficilmente si verifica per dischi di questo tipo. Ma entriamo nel vivo.
Dei due, Nothing 2 Loose è un disco ambient. Certo, ci sono le radici house, ci mancherebbe altro, però l’ago della bilancia pende con decisione dall’altra parte. Tant’è vero che nelle tracce migliori – che sono tante – la sensazione è quella di essere sospesi in un paesaggio etereo perfettamente delineato da un’ambient-house che nei suoni è riuscita a portarsi avanti rispetto ad un passato di nomi ingombranti per farsi molto personale e inaspettata. Per fare un esempio, già ad un primo impatto, “2 the Dark” sembra un pezzo di Burial. Quella che si prova durante l’ascolto è una sensazione molto simile a quando fai il morto in mare, sospeso in una massa uniforme intangibile. E come quando stai facendo il morto in mare, ogni tanto arrivano degli accenni di voci, a volte solo dei versi e a volte sono frasi intere, e probabilmente non arrivano neanche da fuori ma da dentro. Mentre sei immerso, è tutto incredibilmente reale. Una volta uscito, ti chiedi come hai fatto a passare tutto quel tempo a pensare pensieri che non hanno lasciato nessuna traccia a livello conscio. Fino a che non ti rituffi, fino a che non riprendi a fare il morto.
La bellezza del disco sta nel fatto che i synth, i bassi, rimandino proprio alle immagini che si vedono nell’artwork, ma alcuni elementi lasciano lì anche delle suggestioni di profonda umanità (la batteria di “The Interview”, le voci di “Gods Creation”).
L’ultima traccia, “Protectionspell”, è tutto quello che ci piace della musica: una nota dissonante, una traccia new age, un sussurro, una chiusura che ti riavvicina a te stesso prima che all’artista. Che poi è un po’ la bellezza di tutta l’arte, no?

Leggo fumetti e ascolto musica molto più di quanto sarebbe sano, ma molto meno di quanto vorrei. Tampono il vuoto con serie, film e pigrizia.

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