Da dove ricominciamo

OK, da dove ricominciamo?

Direi dal fatto che non abbiamo mai smesso di tenerci aggiornati sulle nuove uscite. D’altronde i promo, attesi, richiesti o non desiderati, continuano ad arrivare alla nostra casella di posta con cadenza settimanale, e non possiamo proprio fare a meno di provarli, in attesa di imbatterci in qualcosa di veramente capace di destarci dalla sedia da cui, parallelamente, facciamo il lavoro che ci consente di tirare a campare dignitosamente. In fondo questo è lo stato delle cose per molti della nostra generazione che, a un certo punto si è ritrovata ad avere a che fare con incombenze quotidiane che non permettevano i tempi lunghi di reazione del periodo universitario e di quello di rodaggio all’ingresso nel mondo del lavoro, ovvero all’età adulta. Anche perché poi le giornate diventano sempre più corte, e qualcosa devi pur lasciare indietro. Lo sport, la vita sociale – o quel poco che ne rimane – i concerti, la lettura, il cinema, la musica. Perfino la pigrizia del dedicarsi alle serie TV comodamente dal letto. D’un tratto non c’è più tempo neanche per quelle. E sì, ammettiamolo, di dischi che lasciano il segno ce ne sono stati sempre meno negli ultimi tempi, soprattutto in campo rock e indie (ma questo vale solo per gli ultimi 2-3 anni, non di più!).

Ma se non ci siamo persi di vista e sappiamo quanto abbiamo condiviso negli anni, nei forum particolarmente, è perché il legame con certa musica è stato troppo profondo per essere dimenticato, e alla fine si ritorna alla passione principale. Abbiamo perso qualcuno per strada, ma ora che tornano in pista i Tool, abbiamo l’occasione di un sanissimo revival dei tempi che furono. Quelli del Panopticon, del 3rd Eye, dei Votiva Lux, delle band scoperte per caso su Soulseek che poi diventano famose, di MySpace e delle file in attesa di correre verso la transenna sotto al palco del concerto. Rendiamoci conto: siamo stati fortunati a vivere con spensieratezza quegli anni, e di essere ancora oggi qui a fare gli intellettuali.

Quindi nelle prossime ore pubblichiamo alcuni pezzi su dischi ascoltati nelle ultime settimane, che possono interessarvi o meno, ma che certificano almeno a noi stessi il fatto di essere ancora sul pezzo. In attesa di Tool, Deftones, Swans, Thom Yorke, Earth, Tame Impala, Modest Mouse, The National, My Bloody Valentine, collaborazione Jim O’Rourke + J Mascis, ritrovamento di un album di inediti dei Talk Talk registrato tra Laughing Stock e il solista di Mark Hollis, reunion dei REM, film sulla vita di Scott Walker, rinsavimento di Giovanni Lindo Ferretti, resurrezione di John Bonham, ecc.

Il motto, anche in questa fase di attesa e rilancio, resta sempre lo stesso: non giubilate.

 

Sono un pubblicitario prestato al mondo del vino. Una notte ho sognato che vincevo al SuperEnalotto, e coi soldi vinti aprivo il miglior negozio di musica di sempre, dove si ascoltava e si vendeva solo la musica che dicevo io. Se qualcuno non era d’accordo, quella era la porta. Se fallivo, fallivo. Se facevo successo, chiamavo Mark Hollis a suonare in acustico e Oneohtrix Point Never a fare un DJ set.
Mentre attendo che ciò diventi realtà, ho aperto con un po’ di amici di lungo corso forumistico questo posto, dove mi rifugio tutti i giorni, non appena posso.

Una volta ho quasi sfiorato la mano di Michael Stipe. Ho l’autografo di Maynard James Keenan. E anche quello di Aaron Turner. Conosco Burial personalmente.

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