Sgancia il disco Thom

L’annuncio del nuovo disco solista di Thom Yorke è imminente da almeno 4 mesi. Ci sono stati i tweet sibillini, poi la notizia che gli è stata affidata la colonna sonora del remake di Suspiria firmato Luca Guadagnino, e infine la tourneé europea, che è passata anche in Italia coi concerti di Firenze (la prima del tour) e Milano. Eppure non è ancora pervenuto. Questo post nasce sperando di essere totalmente inutile, nel senso che magari da un momento all’altro, il nostro sgancerà il nuovo album, in chissà quale formato. E appunto chissà che i dischi non siano addirittura due: gli inediti che abbiamo ascoltato ai concerti e che possiamo ancora rintracciare su YouTube, e la soundtrack del classico horror.

D’altronde per i Radiohead c’è sicuramente da aspettare un po’, visto che il tour di A Moon Shaped Pool sta terminando solo in questi giorni, e appare più probabile che arrivi prima l’edizione celebrativa del ventennale di Kid A, di cui possiamo già immaginare l’artwork pazzesco, che nuove canzoni.

Le aspettative per l’album di Yorke sono comunque discretamente alte. Il concerto è stato stupendo, arricchito dai clamorosi visual di Tarik Barri che, proiettatti in sincronizzazione con la musica prodotta sul palco da Thom e Nigel Godrich, hanno reso lo spettacolo emozionante, nonostante buona parte delle tracce fosse ai più sconosciuta, e il fatto che a primo impatto, certa musica può anche sembrare algida. Il concerto di Firenze si seguiva da seduti (e faceva un caldo boia), invece le nuove canzoni sono da ballare, in qualunque modo. Più facilmente da soli in camera, a luci spente. Alla fine anche Tomorrow’s Modern Boxes forniva sensazioni simili, ma nei nuovi brani, oltre al consueto obiettivo finale che è lo studio di diversi stili di fare ritmo, ci è sembrato di trovare una musicalità più evidente, data soprattutto da uno spettro sonoro più ampio rispetto alle precedenti produzioni da solista o con gli Atoms for Peace.

Quando uscirà, capiremo tutto. Al momento abbiamo finalmente la percezione che da questa volta la sua carriera solistica non si potrà più considerare secondaria o sussidiaria al percorso post OK Computer dei Radiohead. Ai tempi di The Eraser, qualcuno sostenne che si trattava di scarti della band madre. Quando poi sono intervenuti Flea e compagni, sembrava addirittura che Yorke non fosse più il Re Mida che produce solo oro scintillante, ma anzi, nel periodo che va da Amok a The King of Limbs, più di qualcuno si è allontanato dall’artista, convinto che avesse ormai imboccato il viale del tramonto. Oggi invece la sensazione è che il percorso stia per compiersi a tutti gli effetti, che il nuovo LP possa permettere a Thom di diventare imprescindibile nel rock moderno anche senza gli storici compagni di squadra. I concerti con Godrich e Barri hanno mostrato uno stile ormai ben definito, pienamente a fuoco, e forse pronto per essere recepito da una fetta più ampia di appassionati, che nel frattempo hanno fatto pace con l’elettronica e si sono avviati nello stesso percorso.

Anche la musica del trailer di Suspiria promette buone cose, e mette paura a gente che pure amiamo con Mike Patton. Del tipo “ok, figliuolo, c’hai provato, a mo’ vedi come si fa”.

Semmai ci si domanda come è possibile che a Yorke non cali mai l’ispirazione, e la risposta secondo chi scrive sta nel fatto che è diventato tecnicamente mostruoso come musicista, e ha mantenuto il buon gusto aggiornandosi. Mentre altri sbrodolavano con la chitarra o semplicemente cercavano di recuperare lo spirito giovanile, lui è andato in un’altra direzione. Non è invecchiato perché ha mantenuto il cervello attivo. Altri sono rimasti al palo o a ciò con cui hanno fatto successo.

OK, basta convenevoli Thom. Adesso sgancia il disco.

Sono un pubblicitario prestato al mondo del vino. Una notte ho sognato che vincevo al SuperEnalotto, e coi soldi vinti aprivo il miglior negozio di musica di sempre, dove si ascoltava e si vendeva solo la musica che dicevo io. Se qualcuno non era d'accordo, quella era la porta. Se fallivo, fallivo. Se facevo successo, chiamavo Mark Hollis a suonare in acustico e Oneohtrix Point Never a fare un DJ set. Mentre attendo che ciò diventi realtà, ho aperto con un po' di amici di lungo corso forumistico questo posto, dove mi rifugio tutti i giorni, non appena posso. Una volta ho quasi sfiorato la mano di Michael Stipe. Ho l'autografo di Maynard James Keenan. E anche quello di Aaron Turner. Conosco Burial personalmente.

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