Made in Italy: la Classifica del 2012

Come sempre accade ogni dicembre, non abbiamo potuto sottrarci al rito delle classifiche di fine anno, decidendo anche questa volta di partire dalla musica pubblicata nel Belpaese. Chi scrive ha sempre trovato estremamente interessanti questo tipo di articoli riepilogativi, nella misura in cui l’obiettivo ultimo non è quello di mettere rigorosamente in fila dalla migliore alla peggiore le principali uscite discografiche dell’annata, bensì offrire un quadro sintetico il più possibile esaustivo, da cui poter attingere per gli approfondimenti del caso e per recuperare eventuali dischi inizialmente trascurati. Che anno è stato questo 2012 dunque? Senza dubbio un’altra stagione ricca di spunti interessanti e degni di nota, in particolare per quanto riguarda la scena cantautorale, soprattutto del meridione, che, dopo l’exploit dello scorso anno di Brunori s.a.s., si è confermata ancora una volta ispirata e vitale grazie ad una schiera di giovani songwriter destinati a far parlare di sè per molti anni ancora. Bene anche l’indie rock, sempre più declinato verso una commistione con il pop elettronico, maluccio i generi musicali più estremi che, al di là di alcune significative eccezioni che andremo comunque a segnalare, tendono, in Italia come oltre frontiera, a mostrare un po’ la corda. (A.D.)

 

 

 

Ecco la nostra Top 10:

01. Amor Fou – Cento giorni da oggi. Il disco della sorprendente svolta elettro pop di Alessandro Raina e soci, tra melodie di facile memorizzazione e testi mai banali.
02. Colapesce – Un meraviglioso declino. Parole in grado di colpire al tempo stesso il cuore e la mente accompagnate da un suono sempre raffinato e al passo con i tempi.
03. Drink to Me – S. Un album solare ed immediato, per l’uscita electro più convincente e avvolgente del 2012.
04. Dimartino – Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile. Tredici tracce pronte a far breccia nel cuore dell’Italian dandy di turno con un lessico a tratti desueto – ma sempre spontaneo – e arrangiamenti calzanti e contemporanei.
05. Mimes of Wine – Memories for the Unseen. Il disco più elegante dell’anno nel quale brilla intensamente il talento di Laura Loriga: una voce fuori dal comune e abilità compositiva travolgente.
06. Indian Wells – Night Drops. Quando un match di tennis e la voce di un commentatore sportivo diventano elementi da campionare, ossatura ritmica per un’elettronica d’atmosfera piena di riverberi e loop ipnotici.
07. Nicolò Carnesi – Gli eroi non escono il sabato. Il cantautorato made in Italy che sposa le sonorità decadenti e romantiche di mostri sacri degli anni ’80 come Morrissey e Robert Smith. Con la benedizione di Dario Brunori.
08. Lento – Anxiety Despair Languish. Post core scuola Isis e Neurosis con improvvise virate post rock alla Explosions in the Sky, per un LP duro e ipnotico.
09. Cosmetic – Conquiste. Conferma su buoni livelli per una delle poche realtà del Belpaese che si propone di coniugare le sonorità shoegaze con la lingua di Dante.
10. Intercity – Yu Hu. Romantico, decadente, velato da una malinconia soffusa, la seconda prova sulla lunga distanza degli Intercity è un disco elegante, capace di insinuarsi sottopelle e crescere con gli ascolti.

Tra i migliori follower, impossibile non ricordare il milanese Edda, storico frontman dei Ritmo Tribale, che, dopo anni di esilio volontario dalle scene, dovuti in primo luogo a gravi problemi di tossicodipendenza, è recentemente tornato agli onori delle cronache. Il suo Odio i vivi è un toccante esempio di cantautorato alternativo, forse un po’ dozzinale, ma autentico e viscerale. All’ombra della Madonnina da segnalare anche il ritorno dei veterani Afterhours con un album nel complesso gradevole anche se destinato a rimanere un episodio minore all’interno della loro discografia, il tutto mentre Xabier Iriondo, storico chitarrista della formazione di Manuel Agnelli, pubblicava un LP sperimentale senza dubbio con qualche spunto interessante, ma forse un po’ sopravvalutato da certa critica. Al contrario – passato un po’ inosservato ma secondo noi da non dimenticare – Wild di Above the Tree & the E-Side, disco blues contaminato da suggestioni etniche ed elettroniche. Gradito ritorno anche quello di Alessandro Grazian che tinge di nero il suo nuovo disco e sorprende con inedite suggestioni alternative e new wave. Tornano anche i toscani Saluti da Saturno che, lasciatisi alle spalle la collaborazione con Vinicio Capossela del precedente full lenght, descrivono con eleganza il mitologico paese di Valdazze, fra melodie surreali e dolci poesie quotidiane. Tra gli indie rockers svetta Lo Stato Sociale, tra le band più chiacchierate del 2012 grazie allo spirito scanzonato ed ai divertenti live, il tutto mentre gli Offlaga Disco Pax, pur senza ottenere i consensi trasversali degli esordi, riuscivano a confermarsi su discreti livelli. A loro volta, i Criminal Jokers hanno saputo rimodellare con buoni risultati il loro alternative folk dalle tinte scure, utilizzando per la prima volta la lingua italiana. Unico difetto, forse, quello di ricordare molto da vicino gli Zen Circus, formazione che, evidentemente, in questi anni ha saputo fare scuola. Apprezzabile e degno di nota anche il suggestivo dream pop dei Diverting Duo, mentre la scena dark wave ha trovato una bella conferma in Mushy, cantante che già lo scorso anno si era fatta notare per lo stile raffinato e minimalista. Gli Ufommammut, grazie all’acclamato Oro, si sono confermati una delle poche band pesanti capaci di riscuotere ampi consensi anche oltrefrontiera; consensi che non sono mancati, soprattutto negli States, per i Calibro 35, progetto che, grazie ad una riuscitissima operazione nostalgia, fondata sul recupero di sonorità e atmosfere tipiche delle colonne sonore dei film polizieschi italiani degli anni ’70, ha avuto la possibilità di esibirsi di fronte a platee importanti.

Dieci canzoni per il 2012:
Colapesce – Gli anni
Amor Fou – I 400 colpi
Calibro 35 – Uh Ah Brr
Lo Stato Sociale – Sono così indie
Drink to me – Future Days
Above The Tree & The E-Side – Safari FC
Diverting Duo – Outset
Intercity – L’elettricità
Alessandro Grazian – Armi
Cosmetic – Scisma
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