Top 10 Made in Italy 2014

madeinitaly2014Cosa resterà ai posteri di questo 2014 raccontato attraverso la musica italiana?
Non vi nascondiamo che stilare la classifica quest’anno ci ha richiesto un po’ di tempo extra di riflessione, perché, a differenza degli episodi precedenti, non avevamo le idee chiarissime su quali dischi si distaccassero nettamente sugli altri – a parte qualche eccezione. A ben guardare le uscite più convincenti sono state quelle in lingua inglese, mentre le uscite in Italiano più significative si potrebbero raggruppare in un insieme più o meno omogeneo per stile e attitudine. Alcuni dei dischi rimasti fuori di un gradino sono stati in bilico fino all’ultimo in un ponderato ballottaggio con altri che son poi finiti dentro. In realtà, in alcuni casi poteva starci anche un parimerito. Per quanto riguarda la sezione cantautori, tra gli esclusi eccellenti ricordiamo Le Luci Della Centrale Elettrica con il suo ricco Costellazioni, prova di rinnovata ispirazione, Brunori Sas ed Il Cammino di Santiago in taxi, terzo capitolo di una trilogia nella quale quest’ultimo episodio, per quanto solido, risulta forse il più debole. Da menzionare poi i ritorni di Paolo Benvegnù ed Edda, oltre a quello di un grande vecchio come Franco Battiato, capace di riscoprire la propria vena sperimentale a quasi settant’anni. Tra le band, brillante prova quella dei Dadamatto con Rococò, originali, ironici e divertenti come pochi altri. Fuori per un soffio dai primi 10 troviamo anche il blues rock di ottima fattura anche se forse un po’ stereotipato dei Bud Spencer Blues Explosion, in grado comunque di raccogliere più di un consenso in redazione.

Ma ecco a voi i nostri vincitori:

non-voglio-che-clara-tour-amore-fin-che-dura10. Non voglio che Clara – L’amore fin che dura
Trentacinque minuti di musica fuori dal tempo. Storie di vita quotidiana incentrate sul tema dell’amore, sentimento che consuma e si consuma. Eleganza e disincanto.
Cosmetic-NOMORETATO-1440-pxls-640x64009. Cosmetic – Nomoretato
Continua il processo di maturazione della band romagnola, tra suoni stranianti, songwriting psichedelico, arrangiamenti rumorosi e ispirazione indie rock. Complessità e immediatezza.
cover_cdm08. Casa del Mirto – Still
Un’efficace commistione tra synth pop radiofonico ed alcune delle più significative tendenze emerse in ambito electro nelle ultime stagioni, conferma il talento del producer altoatesino. Destrezza e misura.
COPERTINA_DEFINITIVAperweb07. Nicolò Carnesi – Ho una galassia nell’armadio
Un cantastorie di culto, lontano anni luce da certi stereotipi neomelodici tipicamente italiani, per un piccolo gioiello che sfugge alle facili etichette. Fisica quantistica e sentimento.
johann-sebastian-punk-musica-streaming-more-lovely-and-more-temperate06. Johann Sebastian Punk – More Lovely and More Temperate
Un bel disco di pop sperimentale, ricoperto di uno strato glam di bowiana memoria, capace di accogliere sonorità disparate con una disinvoltura a tratti sconcertante. Teatralità e coraggio.
melampus_n7_cover_Copia05. Melampus – N°7
Un lavoro che prende le strutture della new wave e le spoglia, le scarnifica, per riassemblarle poi in composizioni essenziali senza traccia di superfluo. Charme e tensione.
drinktome04. Drink to me – Bright White Light 
Minimalismo brillante e pulito, energia sottile ma pulsante e vibrante, luminosa e mai spenta. Non solo ritmi incalzanti ma anche abbracci estatici. Leggerezza e libertà.
atoysorchestra03. A Toys Orchestra – Butterfly Effect
Una boccata d’aria pulita per la scena italiana: alle abituali citazioni brit rock della band si aggiungono i Franz Ferdinand e gli Arcade Fire e tutto scorre liscio e spontaneo. Rinnovamento e potenza.
beforest02. Be Forest – Earthbeat
Rinvigoriti da nuova luce, i Be Forest si confermano fra i giovani gruppi più fascinosi d’Italia: mix di buon gusto, magia del suono, aperture internazionali e personalità. Fascino ed ipnotismo.
fask_alaska01. Fast Animals and Slow Kids – Alaska
I Fask battono il ferro finchè è caldo e tornano con le loro schitarrate roventi, i malmenamenti alle percussioni e i cori piazzati al posto giusto. Coinvolgimento ed energia.

Nelle 5 posizioni di coda della classifica troviamo i due lavori cantautorali che più ci hanno convinto: al decimo posto il ritorno dei Non voglio che Clara, per il quale abbiamo atteso quattro anni ma che non ci ha lasciato con l’amaro in bocca: ci ha anzi presentato un Fabio Di Min in ottima forma, affiancato dai suoi compagni con i quali forma ormai un nucleo artistico solido. Al settimo posto il nuovo lavoro di Nicolò Carnesi caratterizzato da una scrittura più matura rispetto agli esordi e da un suono più corposo e stratificato, con l’elettronica e i synth che per la prima volta sono stati posti al centro del progetto. In nona posizione il rock rumoroso e vagamente psichedelico dei Cosmetic, band che continuiamo ad apprezzare per la semplicità ed efficacia dello stile che ci fa pensare a tanto pop-rock americano anni ’90 o di artisti contemporanei come Ariel Pink e Beach House che ci piace ascoltare. Come rappresentate dell’elettronica italiana uscita quest’anno abbiamo deciso di premiare Casa del Mirto, in ottava posizione, che ancora una volta ci convince con un disco furbo e calibratissimo che non sfigurerebbe in mezzo a produzioni internazionali. In quinta posizione premiamo l’estro ed il coraggio dei Johann Sebastian Punk, progetto dietro il quale si cela il cantante e polistrumentista Massimiliano Raffa, che con questo disco fuori dalle righe si meritano il premio di miglior esordio assoluto e dei quali sentiremo sicuramente parlare nei prossimi anni.

Nelle 5 posizioni di testa troviamo quattro dischi in inglese ed in vetta, come sempre abbiamo deciso di fare, un vincitore in lingua madre. Al quinto posto l’eleganza minimale dal sapore new wave del duo emiliano Melampus (già pronto a tornare con un nuovo disco a inizio 2015). In quarta posizione sfiora il podio il disco dei Drink to Me, band che avevamo premiato con l’argento due anni fa e che ritroviamo con un’inedita carica implosiva grazie alla produzione di Alessio Natalizia. Un grande ritorno che ricompensiamo con la medaglia di bronzo è quello degli A Toys Orchestra che convincono pienamente con il loro Butterfly Effect, un disco maturo e potente. Al secondo posto il bellissimo disco dei Be Forest, Earthbeat, che li ha portati anche in tour negli Stati Uniti e proietta la Pesaro wave in una dimesione dal potenziale internazionale. E infine al primo posto abbiamo deciso di incoronare vincitore Alaska facendo balzare a distanza di un solo anno i Fast Animals and Slow Kids dalla seconda posizione 2013 alla prima. Davvero ammirevole la dedizione dimostrata ed il potenziale maturato dalla band perugina in questi ultimi due anni: due dischi eccellenti e un numero più che sostanzioso di date live carichissime, tali da non poter proprio ignorare la rotta ascensionale che ha intrapreso la carriera del gruppo ed il ruolo centrale che si è meritato tra le altre giovani realtà musicali del paese.

Vi lasciamo come di consueto con 10 canzoni per celebrare la fine di questo anno:

Brunori Sas – Kurt Cobain
Edda – Pater
Johann Sebastian Punk – Jesus Crust Baked
Fast Animals and Slow Kids – Come reagire al presente
Cosmetic – Nelle mani giuste
Le Luci Della Centrale Elettrica – I destini generali
Dadamatto – Pluridimensionalità
Casa del Mirto – Where You Stand
Be Forest – Captured Heart
A Toys Orchestra – Always I’m Wrong

 

A cura di Francesca Scozzarro e Alessio Dainelli.

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