Made in Italy: la Classifica del 2013

Top 10 2013 Made in ItalyQ: Rinasce la musica rock italiana?

Dicembre come sempre è mese di bilanci e classifiche. Al momento di prendere in esame le uscite discografiche Made in Italy più significative di questo 2013, il primo dato che ha colpito noi della Redazione di DYR è stato senza dubbio la netta prevalenza di dischi propriamente rock rispetto al recente passato, con la classica strumentazione chitarra-basso-batteria che sembra essere finalmente tornata a farla da padrona. Ovviamente è troppo presto per poter dire se è solo un fuoco di paglia o se invece è in atto un’inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, in cui sono state la scena cantautorale e quella indie-electro a meritarsi le maggiori attenzioni da parte di critica e appassionati, certo è che i due album posizionati sui gradini più alti della chart rimandano l’ascoltatore indietro fino ai già mitici anni ’90, quando Giovanni Lindo Ferretti e Manuel Agnelli diventavano in pochissimo tempo il punto di riferimento per tutta una generazione di musicisti o aspiranti tali.

Senza dilungarci ulteriormente, ecco a voi la nostra TOP 10, nella quale al solito abbiamo cercato di inserire il meglio di quanto pubblicato nelle principali scene di riferimento.

10. Bachi da pietra – Quintale
La metamorfosi dei Bachi è giunta a un nuovo stadio. La premiata ditta Succi/Dorella funziona ancora e si reinventa con sapienza tra ritmi thrash metal, chitarre stoner e un esercito di insetti. Più ne provano, più gliene riescono.
09. Cosmo – Disordine
Sincronizzando cantautorato all’italiana e input internazionali al fuso orario che si preferisce, Marco Bianchi dà grande prova di carattere e intelligenza. Difficile resistere quando i beat danzerecci si intrecciano col battito del cuore. Stile e stilosità.
08. Luminal – Amatoriale italia
Spietata verità, una cattiveria sonora e verbale che stende. Ritorno a sorpresa per la band romana che con lucido sarcasmo ci regala il disco meno politicamente corretto dell’anno, ma anche uno dei più genuini. Daje Luminal Daje.
07. Baustelle – Fantasma
Un disco pop strutturato come una suite per orchestra, o come la colonna sonora di un film: progetto ambizioso superato con eleganza e personalità dai Baustelle (con lo zampino di Enrico Gabrielli). Alla fine non abbiamo potuto non inserirli in Top 10.
06. Virginiana Miller – Venga il regno
Cantautorato di buonissimo livello che comunica la piena maturità artistica raggiunta e una consapevolezza profonda da parte del gruppo livornese capitanato da Simone Lenzi. Profondità e classe.
05. His Electro Blue Voice – Ruthless Sperm
Italiani alla Sub Pop. Un mondo sonoro sotterraneo, ruvido, distorto: 34 minuti a capofitto in un campo minato di kraut, post punk, noise e grida. Elementare e primitivo. Orgoglio italiano.
04. Julie’s Haircut – Ashram Equinox
Un disco strumentale nel quale i suoni si rincorrono vorticosamente in un alternarsi armonioso di stratificazioni allucinogene e momenti rarefatti. Psichedelia e ritmo ma anche contemplazione e meditazione. Una conferma ad alti livelli.
03. M+A – These Days
Elettronica, pop, tanto funk e una massiccia dose di black vibe. Un suono molto attuale, brillante, trend che si incontrano e si contaminano in maniera fluida, ritmi ai quali è difficile resistere. Sale sul podio con agilità.
02. Fast Animals Slow Kids – Hybris
Hybris è un viaggio unitario attraverso emozioni e storie che appaiono vere e toccanti tra arrangiamenti epici e melodie azzeccatissime. In primo piano c’è sempre l’io o il noi, il qui ed ora, le cose vere. Brani da cantare a squarciagola. Medaglia d’Argento Vivo.
01. Simona Gretchen – Post Krieg
Un racconto al femminile privo di leziosità: chitarre heavy, incedere pesante stoner/blues ed una voce che pare non voler far vibrare alcuna emozione. Simona Gretchen cammina sicura nel buio conducendo la sua personale battaglia contro se stessa. E vincendo tutti gli altri. Il nostro disco italiano del 2013.

Poco fuori dalla nostra classifica troviamo un pugno di uscite altrettanto valide e degne di nota. Tra queste, doveroso ricordare Emidio Clementi e i suoi Massimo Volume, che per una volta abbiamo deciso di mettere in secondo piano per poter dare più visibilità ad alcune giovani realtà in cerca di affermazione. Come qualcuno ha giustamente osservato, il maggior limite e al tempo stesso il più grande pregio della formazione bolognese è quello di rimanere sempre fedele a se stessa ed al proprio sound, complice un’alchimia che attualmente non ha eguali nel panorama indipendente italiano. Conferma su alti livelli anche per i fratelli Fabio e Michele Campetti, che, dopo i buoni riscontri ottenuti con gli album pubblicati a firma Edwood ed Intercity, hanno deciso di presentarsi con un progetto a loro nome. Assai interessante l’esordio da solista di Andrea Appino, leader degli Zen Circus, che, affrancato dalle pastoie di quel folk punk alla Violent Femmes che da anni rappresenta la cifra stilistica e il marchio di fabbrica della formazione pisana, ha avuto per la prima volta nella sua carriera la possibilità di dare libero sfogo alla propria creatività, dimostrandosi artista decisamente più complesso ed inquieto di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Buone prove anche per le voci femminili: ci ha favorevolmente colpito l’art rock dei Blue Willa capitanati dalla vulcanica Serena Altavilla, la nuova veste experimental pop di UnePassante, il raffinato electro folk degli Ofeliadorme impreziosito dalla voce meravigliosa di Francesca Bono, il sognante ed etereo mondo musicale delle Lilies on MarsMinnie’s e Ministri non condividono solo l’iniziale del nome ma anche l’universo musicale di riferimento ed un bel po’ di esperienza nella scena alternativa italiana alle spalle: entrambe le band hanno dimostrato di avere ancora qualcosa da dire con i dischi usciti quest’anno. Tra la moltitudine di formazioni di matrice post punk/wave che abbiamo avuto modo di ascoltare, impossibile non citare almeno i LEF, band che pare intenzionata a voler raccogliere l’eredità dei primi Litfiba, i Soviet Soviet, formazione che sta riscuotendo notevole successo oltrefrontiera, e i Joycut, che non hanno esitato a presentarsi sulle scene con un disco quasi interamente strumentale, tanto valido quanto di non facile assimilazione. Infine, ricordiamo che il metal italiano lo tratteremo a parte all’interno della TOP 10 della sezione Selected Metal.

Questo 2013 si è rivelato interessante e a tratti sorprendente, siamo dunque felici di segnarne la chiusura con un bilancio assolutamente positivo. Con la speranza che il nuovo anno possa donarci lo stesso entusiasmo – se non maggiore – chiudiamo con 10 canzoni che per noi riassumono al meglio questi ultimi mesi.

10 pezzi che ricorderemo:

I. Massimo Volume – La cena

II. Fast Animals Slow Kids – A cosa ci serve

III. Minnie’s – Tragedia

IV. Andrea Appino – Che il lupo cattivo vegli su di te

V. M+A- Down The West Side

VI. Campetty – Nuoto dorsale

VII. LEF – Doppelganger

VIII. Ofeliadorme – Bloodroot

IX. Ministri – Comunque

X. Cosmo – Ho visto un Dio

Per chi ne vuole di più, seguite questa playlist su Spotify.

La sezione Made in Italy di DoYouRealize è curata da Francesca Scozzarro e Alessio Dainelli. Grazie anche a Emilio Giannotti, Emanuele Cioffi e Cristiano Marinelli.

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