Scritta da Daniele Sassi • haunted rock

Il sospetto più comune quando si tira una riga e si comincia a valutare i dischi da inserire nella classifica di fine anno è quello di essersi persi per strada qualcosa di rilevante. E allora l’unica mossa rapida e astuta che puoi fare è andare su MetaCritic e indicizzare le uscite per anno e per voto medio, cercando di scansare fastidiose compilation, riedizioni e buzzurrate hip hop che non ti spieghi come possano essere così apprezzate…

Scritta da Pierluigi Ruffolo • ex machina

Il nome del venezuelano Alejandro Ghersi, in arte Arca, sarà già giunto alle orecchie dei più malati per aver messo lo zampino su Yeezus di Kanye West e Vulnicura di Björk (e su FKA Twigs e Kelela, nomi caldi del 2015). Si tratta tuttavia di dettagli che lasciano il tempo che trovano, in quanto Mutant, più del suo predecessore Xen, parla da sé; nessun altro biglietto di presentazione è necessario. Il linguaggio è assimilabile a quello ai pianoforti…

Scritta da Luca Momblano • fuzz grrrl

Qual è la ricetta per ottenere il più vasto riconoscimento della critica senza aver inventato niente di niente? La ricetta è sapere che non serve inventare. Serve eseguire. Farsi sentire. Arrivare crudi al cuore. Mettersi a nudo. Crederci. Divertirsi. Non manca nulla all’australiana Courtney Barnett, che sulla soglia della trentina piazza il suo primo lavoro sulla lunga distanza per conquistare il cuore di chi ha amato alcuni dei migliori picchi…

Scritta da Daniele Sassi • rough indie rock

È pubblicato dalla Saddle Creek il disco che chiude l’annata alternative rock americana. Lo ha registrato la band di Frances Quinlan, nota nei circuiti indie per il suo cantautorato free-folk che negli anni si è trasformato e messo a disposizione di una vera e propria formazione noise rock, ovvero gli Hop Along per come li incontriamo in questo Painted Shut, un album crudo e upfront, in cui l’amplificazione elettrica gioca un ruolo …

Scritta da Daniele Sassi • nihilist noise rock

Trio di Stoccarda dedito al noise rock di scuola Sonic Youth anni Novanta che si era già fatto notare con l’album Fun – per la critica teutonica uno dei migliori cantati in lingua tedesca dell’ultimo decennio – e che ora torna con un nuovo sforzo buio e nichilista intitolato Out, in uscita su Glitterhouse, l’etichetta di riferimento per le faccende germaniche. Anche in questo caso, si tratta di un disco davvero intrigante,…

Scritta da Daniele Sassi • digital house jazz

Arrivati a fine novembre, diventa facile ammettere il fatto che la 2015 non sia stata un’annata particolarmente ricca in campo di musica elettronica. Poche le uscite imperdibili, meno ancora quelle che hanno proposto qualcosa di almeno alternativo alle regole consolidate negli ultimi tempi: sono stati mesi di transizione. Sono andati bene i festival però, con il nostro Club to Club in particolare, dove lo scorso 5 novembre al teatro Carignano…

Scritta da Pierluigi Ruffolo • roguelike electro

Garden of Delete, secondo disco di Oneohtrix Point Never per la Warp, è nuovamente definitivo come lo erano stati a modo loro Replica e R Plus Seven. Un lavoro punitivo quanto un indie game roguelike (o più precisamente roguelite), quelli in cui quando perdi ricominci da zero e porti in salvo soltanto una parte del tuo progresso, poi perdi e perdi ancora e ancora ma ogni volta riesci ad aggiungere un altro pezzetto al puzzle. Non c’è un modo

Scritta da Luca Momblano • emo forever

Proprio quando al giro di boa annuale ci si guardava intorno alla ricerca di qualcosa di serio che fosse rimasto nel setaccio di questo 2015, la casella più emotiva e capace di scrivere e lasciare segni tangenti legata all’indie americano rischiava un clamoroso vuoto. Siamo nel sentiero delle composizioni che devono contenere uno spirito derivativo legato al grandioso lascito degli anni ’90, quindi ancora diverso dalle nuove generazioni sonore…

Scritta da Matteo Ragnedda • joanna newsom

“I think of these panoramas as existing millions of years ago, today, or millions of years in the future. […] A lot has been written about my work but my most favourite line was written by Kit White, “There were mountains, sunsets and ocean shores before there were eyes to see them”.
Questo è ciò scrive Kim Keever sul suo sito ufficiale, nell’introduzione ai suoi “Landscapes”. Kim è un ingengere termotecnico…

Scritta da Thomas Borgogni • dubstep is dead not

Trovarsi in mezzo ad una turbolenza in aereo può difficilmente essere considerata come un’esperienza raccomandabile o piacevole, ma lascia sicuramente emozioni forti; l’ultima fatica di Kode9 assomiglia un po’ a quel tipo di sensazioni, il tutto vissuto a rallentatore e immersi nel buio. L’ascolto si apre subito con un notevole assortimento di distorsioni, evolvendo in esoteriche visioni sonore, seguite da un lungo…