Scritta da Denis Bosonetto • r'n'beyoncé

Esce a sorpresa il più grande spettacolo che Beyoncé abbia mai ideato, il suo album più personale, e, forse, nella sua interezza, il migliore abbia mai composto. Certo, solo un’artista con le sue possibilità finanziarie avrebbe potuto creare in segreto un album composto da videoclip così ispirati, ben prodotti e narrativi da sembrare usciti dagli anni ’90, ma l’aria di esclusività che si respira, l’idea inafferrabile del potere economico…

Scritta da Denis Bosonetto • burial

Esce improvvisamente la musica più diretta che Burial abbia mai prodotto. Non che l’album non scorra sotto pelle, al contrario, ma Rival Dealer è la mezz’ora più cantata, più comunicata, meno superficiale che Bevan (?) abbia mai pubblicato finora. Numerosi i campionamenti e i frammenti di discorsi espliciti, non più generici e suggeriti (la sessualità dell’autore, come ipotizza qualche sconsiderato, non è il centro dell’album,…

Scritta da Eugenio Giannetta • folk songwriter

Una strana calma che arriva e si ritira proprio come in quella descrizione di Montale in cui gli ossi di seppia svaniscono poco a poco tra le ondate. La ballata di “The Sing” è esattamente questo, incanalata nel letto di un fiume sognato o reale, poco importa. Un album di pause, che è insieme un elogio alla lentezza e l’incarnamento di sentimenti ancora più profondi. Solo Bill poteva riuscire in questo, perché solo un singer-songwriter…

Scritta da Matteo Furcas • kraut psych pop

I meccanismi della musica britannica e della sua critica rendono ancora più difficoltoso il compito di chi, al di là della Manica, si appresta a pubblicare il seguito di un album di successo come l’omonimo d’esordio. Per la band di stanza a Londra, accolta fin da subito da una critica generalmente favorevole – forse anche per le ascendenze kraut rock, che meno espongono il fianco ad accuse di seguire il trend e di paraculismo – la strada…

Scritta da Eugenio Giannetta • hypno rock

La forma del mosaico di racconti che costituiscono l’intreccio di un’unica storia è tema e argomento di questo periodo. Lo è in letteratura con i vari Egan e Cognetti ma lo è anche in musica, con i Warlocks che ritornano dopo un lungo e travagliato periodo di cambiamenti. Un ritorno frammentato, spigoloso, costruito su muri di suono e psichedelia. Ipnotici, rock e misurati, vibranti e pieni di aspettative. Per certi versi un ritorno al…

Scritta da Luca Momblano • post past punk

La storiella basta andarsela a cercare. Riassumendo: una sottospecie di DJ di un fantomatico locale notturno sperso nelle lande di un non-luogo quale il Sussex registra un bel giorno sullo smartphone un paio di pezzi suonati insieme a due avventori del night con i quali condivide la passione per “un certo tipo di musica”. Il brano, necessariamente lo-fi, viene spedito elettronicamente qua e là senza soluzione di continuità: spunta tal Rory Atwell…

Scritta da Daniele Sassi • midwest classic rock

Se nella nostra Top 100 dello scorso decennio c’è un assenza che grida vendetta più di tutte le altre, quella è sicuramente – e provvisoriamente – The Magnolia Electric Co., invero, uno degli album più belli, profondi e poetici in cui ci si possa imbattere durante il proprio percorso alla (ri)scoperta delle radici del suono più classic rock americano. L’occasione di scriverne ancora nello stesso millesimo della…

Scritta da Diego Ruggeri • post metal

A tutti quelli che credono che in Italia non ci siano gruppi pesanti degni di essere messi al pari di ben più blasonate realtà d’oltreoceano, consiglio il debutto dei bolognesi Nero di Marte. Nati dalle ceneri dei Murder Therapy (gruppo death metal con all’attivo 2 EP e un album) i ragazzi riescono nel difficile compito di crearsi un suono riconoscibile e personale in un genere che da anni si dice abbia detto tutto quel che poteva dire. In …

Scritta da Alessandro Romeo • post apocalyptic death

Vermis conferma i neozelandesi Ulcerate nell’olimpo della scena post death moderna. Un lavoro che non lascia spazio a compromessi sonori e degno sequel dell’ottimo The Destroyers of All, sia per contenuti che per soluzioni stilistiche. In un certo senso qui le influenze sono molto più amalgamate e – finalmente – gli Ulcerate sembrano aver acquisito la personalità che fino ad oggi sembrava mancargli. Vermis è un vero …

Scritta da Denis Bosonetto • dance blues

La consacrazione di Nicolas Jaar è iniziata con Space Is Only Noise ed è terminata con lo stupendo mix per BBC Radio 1. Da quel momento in poi solo conferme, rilanci, nuovi progetti di business (uccide la propria etichetta Clown And Sunset per creare la Other People), progetti seriosissimi (il remix/collaborazione con Brian Eno per il Record Store Day; le cinque ore di set improvvisato al MoMA PS1), altri più faceti, come i remix degli ultimi Daft Punk…