Your confusion, my illusion: Dark Wave

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INDICE

1. Introduzione
2. Le origini e gli sviluppi
3. Dischi fondamentali

1. Introduzione

Prima di iniziare l’analisi di questa scena e’ bene dare una definizione del termine dark-wave, operazione un po’ azzardata, ma che almeno servira’ a chiarire l’argomento di cui si sta per parlare. Cosa s’intende, infatti, per dark-wave? In linea generale (e superficiale), si puo’ dire che questo termine racchiude poco meno di una decina di anni, dalla fine degli anni ’70 fino a meta’ anni ’80 (il fulcro della scena, s’intende). Non e’ difficile individuare gli elementi principali che contraddistinguono i gruppi dark-wave (escluse le dovute eccezioni): il basso, con giri semplici e ipnotici, guida la musica, la batteria e’ meccanica, con cadenze marziali, la chitarra e’ per lo piu’ distorta e la voce piu’ che cantare, declama. Cio’ che declama e’ l’immaginario che poi verra’ riproposto in tutte le salse anche da altri generi, quel connubio di orrore, decadenza, romanticismo e poesia che alcuni chiamarenno ‘gothic’, altri ‘dark’, ma cui nessuno in fin dei conti riuscira’ mai a dare vita come gli artisti di questo periodo musicale.

Si e’ scelto di usare il termine dark-wave, e non il termine new-wave, per una semplice ragione di comodita’: il termine new-wave, infatti, e’ molto generico, racchiude tutti i gruppi trattati qui e molti altri che magari di dark hanno ben poco.

Un’ultima, importante osservazione: questa non e’ una guida esaustiva e non ha la pretesa di esserlo. Si vuole offrire un riassunto, incoraggiando chi mastica questo genere ad intervenire con intelligenza e cercando di incuriosire chi invece non ha familiarita’ con queste note. Qualcosa sara’ dimenticato, qualcosa verra’ volutamente tralasciato per evitare una fastidiosa presunzione di sapere che non serve a nulla.

Andiamo a cominciare.

2. Le origini e gli sviluppi

L’oscurita’ non e’ certo un’invenzione degli anni ’80. Gia’ vent’anni prima c’era chi si aggirava nel buio, Doors e Velvet Underground per fare due nomi sicuramente noti. Tra le note dei Velvet Underground, in particolare, c’e’ piu’ di uno spunto per la dark-wave, e non e’ un caso se la critica comincio’ a capire la portata dell’opera di Lou Reed e soci con immenso ritardo.
Premiamo avanti veloce e soffermiamoci su David Bowie: i suoi mille volti e la magnifica eccentricita’ di ogni sua opera segneranno in maniera indelebile alcuni dei maggiori esponenti della dark-wave.I primi Roxy Music, in particolare nel loro immenso capolavoro For Your Pleasure, rappresentano l’eleganza spesso ricercata da alcune evoluzioni dark.

E cosi’ il primo seminale lavoro dei Black Sabbath, tra riff hard rock e tematiche diaboliche, che dara’ il la all’accezione piu’ gotica ed esoterica della dark-wave. Non ultimo il punk, la cui essenziale brutalita’ sovverti’ le regole della musica rock infiammando i cuori di molti giovani di allora (molte band dark hanno esordito suonando punk).
E mentre elettronica ed industrial cominciavano ad uscire dall’anonimato grazie ad artisti del calibro di Kraftwerk e Throbbing Gristle, sul finire degli anni ’70 la fusione degli elementi sopracitati porto’ alla nascita della dark-wave, ma in silenzio.

Un’etichetta per questa musica ancora non era stata inventata, desto’ confusione all’inizio e venne interpretata come una conseguenza piu’ o meno naturale del punk. Ma c’era qualcosa di ben piu’ grosso nell’aria e non tardo’ a balzare agli occhi di tutti. La semplicita’ degli accordi mutuata dal punk non era che un biglietto da visita, quasi un’alzata di mano per dire che con poche note era possibile esprimere qualcos’altro. E’ rivolgendo lo sguardo al proprio io che gli artisti dark si preparavano a gettare il buio su quegli anni. Invettive politiche, attacchi alla societa’, slogan rivoluzionari: niente di tutto questo interessa la dark-wave. Qui trovano spazio i sentimenti piu’ scomodi dell’animo umano, la solitudine di ognuno di noi, l’ego triste e abbandonato che a testa bassa cammina per la citta’, il vuoto attorno al singolo. La dark-wave era pronta a rivestire la musica di quella poesia di cui il punk l’aveva spogliata.Dove nasce la dark-wave? USA e Regno Unito sono le aree piu’ importanti per la scena, ma non sono assolutamente da sottovalutare Germania, Olanda e Australia che hanno contribuito in misura minore ad allargare gli orizzonti del genere. Nel suo piccolo, anche la nostra Italia annovera qualche artista degno di nota (Diaframma, primi Litfiba, Krisma, Carillon Del Dolore).
Gli Stati Uniti possono essere considerati, tuttavia, i responsabili del calcio d’inizio: Residents, Television, Suicide, Pere Ubu, Devo, Tuxedomoon. Senza questi nomi, difficilmente avremmo avuto la dark-wave. Nel Regno Unito nacquero poi proposte molto eterogenee fra loro, spesso nemmeno etichettabili come dark-wave, ed a conti fatti e’ la zona piu’ prolifica.
Individuato il ‘dove’, resta da stabilire il ‘quando’. Nel 1977 si muovono i primi passi. Nei Television, nei Cabaret Voltaire e nei Suicide, per esempio, troviamo le fondamenta delle sonorita’ che vogliamo esplorare in questa sede.
Una menzione particolare la meritano i londinesi This Heat, obliqui in qualche modo al genere ma sicuramente nati all’interno di queste coordinate. Artisti nel senso piu’ puro del termine, i This Heat hanno vita breve. L’esordio nel 1979 e’ un lavoro distante da questi suoni, ma seminale per tanti altri artisti anche piu’ recenti (Liars). Deceit del 1981, invece, rientra a pieno diritto nel filone dark-wave: i This Heat trovano la forma canzone, e nella loro disperazione affondano uno splendido colpo troppo spesso dimenticato.
Ma i primi dischi cui dobbiamo la nascita di questa scena li troviamo nel 1979. Gruppi quali Wire, Sound, Durutti Column, Magazine, XTC, Joy Division, Fall, Adam & The Ants, per citarne alcuni, muovono i primi passi nell’oscurita’, certamente con elementi diversi gli uni dagli altri, ma tutti circondati da quell’oscuro alone che li contraddistinguera’ dal resto del panorama musicale negli anni a venire. ‘154’ dei Wire, ‘Un
known Pleasures’
dei Joy Division e ‘Jeopardy’ dei Sound sono tra i dischi indispensabili per comprendere pienamente quello che avverra’ nel corso del decennio a seguire. Il senso di oppressivita’ nell’elettronica dei Wire, le eleganti linee di basso dei Sound, la robotica voce di Ian Curtis, cosi’ come la teatralita’ di Adam Ant o le ipnotiche melodie dei Fall e dei Durutti Column costituiscono le imprenscindibili radici da cui muoveranno gli artisti dark. Negli anni successivi assistiamo all’affermazione del genere, con la conferma che non si tratta di una moda improvvisata. Il 1980 vede infatti l’uscita di capolavori assoluti della dark-wave, come ‘Closer’ dei Joy Division, l’omonimo dei Killing Joke (che in realta’ va anche oltre il genere che stiamo esaminando) e ‘In The Flat Field’ dei Bauhaus, i quali apriranno le macabre danze ai famigerati, in questo senso, anni ’80. E fino al 1985, infatti, e’ puro boom. I Cure regalano gli ultimi due tasselli della loro trilogia dark, ‘Faith’ e ‘Pornography’, ridefinendo completamente il genere e i Clock DVA sfornano ‘Thirst’ e ‘Advantage’, portando nella dark-wave elementi jazz e funk. Da non sottovalutare la carica sovversiva dei Christian Death, macabri come pochi altri, con il loro ‘Only Theatre Of Pain’ e i Virgin Prunes, che portano ritmi tribali e rumorismo oltre a una sana follia in sede live (‘…If I Die, I Die’ il loro apice). Un’altra figura controversa e dissacrante e’ Andy Sex Gang, con i suoi Sex Gang Children, furiosi come pochi altri dal vivo (l’ep ‘Beasts’ rende bene l’idea). Gli scozzesi Josef K pubblicano ‘The Only Fun In Town’, ottimo album non sempre ricordato, nel 1981. Tra i dimenticati troviamo anche i Frankie Goes To Hollywood, che compaiono nel film ‘Omicidio a luci rosse’ di Brian De Palma, e i Gene Loves Jezebel (da provare il debutto ‘Promise’). Impossibile non nominare Siouxie Sioux, tra le prime (e piu’ note) regine della scena: ‘Juju’ conserva ancora intatto il suo fascino e molto dell’odierno gothic pesca atmosfere da qui. Sul versante piu’ sperimentale, troviamo i 23 Skidoo (nome tratto da un libro di Aleister Crowley) con i loro inserti di musica etnica e gli Alien Sex Fiend, che devono molto ai Throbbing Gristle e che con un lavoro come ‘Maximum Security’ anticipano il sound industrial che verra’ poi ripreso da band quali Skinny Puppy, Ministry e Nine Inch Nails. Abbiamo poi gli A Certain Ratio, che oltre a dividere l’auto con i Joy Division e ad essere tra i primi a firmare per la Factory di Rob Gretton (label chiave per tutta la dark-wave), sono gli autori di ‘To Each…’ e ‘Sextet’, da recuperare per ascoltare il sound dell’epoca arricchito con elettronica, soul e jazz. Un’impronta psichedelica al genere, con piu’ o meno velati rimandi alla cultura dell’LSD, ai Doors e ai Velvet Underground, la diedero Psychedelic Furs (il loro ‘Talk Talk Talk’ anticipa le sonorita’ di Jesus & Mary Chain) e i Teardop Explodes di Julian Cope (‘Kilimanjaro’, provare per credere). Si diceva dell’Australia, ed e’ da qui che provengono i Birthday Party, la cui voce e’ quella di un giovanissimo Nick Cave, che nel 1981 lasciano ai posteri una perla dal nome ‘Prayers On Fire’. E questa non e’ che la superficie. Impossibile ricordare tutte le proposte di quegli anni: citiamo per dovere di cronaca le Raincoats, forse il primo gruppo dark tutto al femminile della storia; Scritti Politti, inglesi politicamente schierati di cui vale la pena ascoltare ‘Songs To Remember’; e gli olandesi Clan Of Xymox, che partiranno con una diretta evoluzione della musica dei Joy Division per approdare a lavori intrisi di elettronica. Come si puo’ vedere, non c’e’ che l’imbarazzo della scelta: nell’arco di cinque anni la dark-wave subisce brusche sterzate in direzioni a volte piu’ aggressive, a volte piu’ ricercate.

Nella seconda meta’ degli anni ’80, pero’, assistiamo lentamente alla scomparsa della dark-wave. Nonostante la presenza di album notevolissimi, molti degli artisti sopracitati si perderanno lungo la strada, non riuscendo a replicare i loro stessi esordi. C’e’ chi ripetera’ invano le ormai stanche idee di un tempo, chi provera’ a spostare l’attenzione verso altri tipi di suoni (si pensi ai New Order e ai Models) e chi riuscira’ a continuare egregiamente la propria attivita’ anche nei ’90 (Cure e Killing Joke, per esempio). Sicuramente da ricordare abbiamo i Death In June e i Sisters Of Mercy. I primi hanno dalla loro il merito di aver reso ancora piu’ marziale il suono della dark-wave e finiranno inevitabilmente per essere etichettati come nazisti. I Sisters Of Mercy sono invece la faccia piu’ rock della scena: pur mantenendo gli elementi base del genere costruiscono canzoni nella maggior parte dei casi di facile presa; di ottima fattura e’ il debutto del 1985 ‘First and Last and Always’.

La dark-wave rimane un genere particolare, dall’immaginario controverso per certi aspetti e intimo per altri. Proprio per questo non e’ per tutti, indipendentemente dalla qualita’ della proposta. Fra le note di queste artisti e’ difficile trovare svago. Li si ascolta mentre scavano dentro di noi: si fanno e ci fanno del male. Una scena che ha saputo donare poesia e follia a piu’ di un’anima, e non e’ raro trovare negli ascolti di oggi l’ombra indimenticabile di quegli anni.

3. Dischi fondamentaliDi seguito, e in nessun ordine particolare, un elenco di dischi consigliati per avvicinarsi alla dark-wave. Ci sono le diverse sfumature della scena, in modo da offrirne un quadro piu’ o meno esaustivo. Tra l’altro molti di questi si trovano in offerta, talvolta ristampati con bonus track comunque interessanti. E’ un delitto farseli mancare.

5 dischi precursori:

1) Velvet Underground & Nico – Velvet Underground & Nico
2) David Bowie – Hunky Dory
3) Roxy Music – For Your Pleasure
4) Television – Marquee Moon
5) Suicide – Suicide

 

20 dischi indispensabili:

1) Joy Division – Closer
2) Killing Joke – Killing Joke
3) This Heat – Deceit
4) Bauhaus – In The Flat Field
5) Cure – Pornography
6) Wire – 154
7) Psychedelic Furs – Talk Talk Talk
8) The Sound – Jeopardy
9) Virgin Prunes – …If I Die, I Die
10) A Certain Ratio – Sextet
11) Birthday Party – Prayers On Fire
12) Siouxie & The Banshees – Juju
13) Sisters Of Mercy – First and Last and Always
14) Alien Sex Fiend – Maximum Security
15) Death In June – The World That Summer
16) Durutti Column – The Return Of Durutti Column
18) Cabaret Voltaire – Mix-Up
19) Christian Death – Only Theatre Of Pain
20) Litfiba – 17 Re

 

di Manuel Uberti

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