Mastodon: Blood and Thunder

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Lifesblood EP (2001) Un esordio interessante per una band destinata ad un grande avvenire. Un viaggio oscuro e distruttivo nelle origini hardcore più becere, cinque tracce che mostrano tutti gli insani germogli dei nostri, presentandoli al mondo musicale come “The Next Big Thing”. Velocità, sporcizia, caos e epos. E un pizzico di confusione. 70/100
remissionRemission (2002) È qui che nasce quel suono à la Mastodon subito riconoscibilissimo: batteria forsennata direttrice d’orchestra d’ogni pezzo, cavalcate hardcore, riff potenti e rallentati tipicamente sludge, mischiati anche con certe melodie prese in prestito dal country, ritmiche trash e rabbia grind. Il tutto accompagnato da parti più psichedeliche e strutture complesse, quasi cervellotiche, tendenti al prog, ma che non eccedono mai rischiando di risultare fredde e fini a sè stesse. Il risultato è un macigno compatto e devastante, un delirio composto da brutalizzanti olocasti nucleari fatti musica. 87/100
Leviathan (2004) Questo disco rappresenta un universo musicale e concettuale tra i più affascinanti usciti dalla musica estrema negli ultimi anni, rappresentazione in musica dell’ossessione e della vendetta. È epico senza essere di cattivo gusto. È cervellotico senza essere freddo. Riesce a travolgere ma anche a coinvolgere e a commuovere. È un’opera completa e monolitica, di quelle che si gustano meglio con la copertina davanti e i testi sott’occhio. Il secondo lavoro dei Mastodon è un’opera di cui capire il mood e gli intenti più che le singole canzoni. Disco Chiave.
Call of the Mastodon (2006) Call of the Mastodon è una raccolta delle canzoni contenute nel primo EP Lifesblood e del primo demo dei ragazzacci di Atlanta, quando il cantante Eric Saner era ancora parte del combo. Soltanto per i fan e i collezionisti. S.V.
blood mountainBlood Moutain (2006) Blood Mountain rappresenta forse l’epitome della carriera dei Mastodon. Tutti gli elementi della loro crescita musicale sono presenti e dosati alla perfezione: sludge, hardcore, heavy metal classico e progressive, un immaginario fantastico e allucinato, epicità e violenza in egual misura. Un flusso di canzoni inarrestabile, che porta il metal dei Duemila a nuove altezze. 88/100
Crack the Skye (2009) I Mastodon confermano la volontà di rompere i generi reinventandoli dall’interno, giocando col fuoco e magari scottandosi qualche volta, eppure senza perdere il coraggio di sperimentare soluzioni in un ambiente che grazie a loro ha ritrovato nuova vita. L’impressione ogni tanto che il passo sia più lungo della gamba è innegabile, in qualche assolo eccessivamente autoindulgente, in un paio di melodie fin troppo strane e forse tendenti al pacchiano, in alcuni riff e momenti tendenti alla volgarizzazione metallara. Un punto controverso degno comunque di considerazione nell’evoluzione dei quattro di Atlanta. 68/100
Jonah Hex: Revenge Gets Ugly EP (2010) Integrazione per la colonna sonora della trasposizione cinematografica del fumetto western Jonah Hex, questo EP rappresenta un interessante ritorno alle origini del loro sound – visto che c’è più aria di Remission che di Crack the Skye – ma con la maturità di una band che conosce se stessa e che sa tirare fuori i propri assi, al momento giusto. Niente di imperdibile, ma un buon tassello della discografia dei nostri. 60/100
Live at the Aragon (2011) Un passo necessario per capire anche l’evoluzione del gruppo dal vivo, verso le odierne ricercatezze melodiche. Seppur musicalmente ineccepibili, spesso il combo proveniente dalla Georgia è stato bersaglio di critiche, soprattutto per quanto riguarda la riuscita vocale di certe canzoni o la qualità del missaggio stesso. Sebbene la scaletta avrebbe potuto essere decisamente migliore, il disco può comunque definirsi utile, se non altro per apprezzare da un’altra prospettiva le canzoni di Crack the Skye. 65/100
The Hunter (2011) Ciò che viene fuori da The Hunter è un ibrido sospeso tra la voglia di esplorare ancora nuovi orizzonti, l’approfondire melodie ed arrangiamenti tipici di Crack the Skye, e il voler tornare a rifugiarsi in composizioni che appaiono come una sorta di raccolta di b-side provenienti da Blood Mountain, nel quale si tenta di inserire delle vocalità tutto sommato mediocri, o comunque mal costruite. Per carità non è nulla da buttare, in quanto un loro album è sempre qualcosa che la maggior parte dei gruppi della scena si sogna. Work in Progress. 60/100
mastodon once more round the sunOnce More ‘Round the Sun (2014) Al terzo tentativo i Mastodon ce l’hanno fatta: i ragazzi di Atlanta difatti ritrovano la proprià identità musicale attraverso queste undici canzoni fresche e ispirate. L’ultima fatica dei quattro americani è un album metal di tutto rispetto che ripropone l’epicità che mancava dai tempi di Leviathan in chiave più easy-listening e proponendo un lavoro da non etichettare come mero work in progress o potenziale punto di svolta. Un trip metal appassionante e coinvolgente da parte di un gruppo in costante evoluzione che non ci fa per forza rimpiangere i fasti di Leviathan, senza porsi limiti e con talento indubbio e rinnovato. 80/100

 

Retrospettiva a cura di Alessandro Romeo

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