Cold Cave • Love Comes Close (2009)

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Sul fatto che la loro sia musica passatista non ci piove: “Hear sounds about yesterday’s pains today”, recita il loro profilo Myspace. Una frase che tra l’altro dice tutto sull’atmosfera dell’album. Il trio dei Cold Cave, con base a Philadelphia, ci propone con Love Comes Close tutto quello che negli anni ’80 ci si sarebbe aspettati da un disco di synth-pop con (forti) venature dark. Non sono necessarie molte parole per descrivere questo disco, vista la sua breve durata e l’omogeneità delle 11 tracce che lo compongono: beat secchi, diretti e in qualche occasione ovattati ad accompagnare giri minimali di synth, sporcati quanto basta dalle deviazioni noisy di Caralee McElroy, ex-Xiu Xiu, e Dominick Fernow, conosciuto ai più con il monicker Prurient, i quali formano la band con Wesley Eisold. I 31 minuti di Love Comes Close farebbero giubilare chiunque sia un appassionato di questi suoni: la titletrack e “Youth and Lust” sono due brani-killer con tutte le potenzialità del tormentone. Nella migliore tradizione dei New Order la prima, con il cantato baritonale e introspettivo di Eisold, e quella chitarra in sottofondo; quasi scritta dai Depeche Mode più depressi la seconda. Dunque un altro recupero degli Eighties più sintetici, considerati musicalmente spazzatura per lungo tempo, ma ora oggetto di una più che opportuna rivalutazione, e a cui strizzano l’occhio band dalle origini più disparate, dal mondo indie fino al mainstream. Derivativo? Sicuramente. E ruffiano, si potrebbe aggiungere. Ma non lasciatevi ingannare da chi definisce anonimo e impersonale questo disco: i brani non mancano di incisività e immediatezza, e vi ritroverete facilmente a canticchiarli sotto la doccia, come tante hit di quegli anni che i Cold Cave hanno preso a modello. Le canzoni ci sono, come si dice spesso per dischi come questo.
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Cold Cave (2009) Love Comes Close

Cold Cave

Love Comes Close

2009 • dark synth pop

77
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo