The Boxer Rebellion • Union (2009)

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Gli inglesi Boxer Rebellion stanno diventando un piccolo caso musicale. Rimasti senza etichetta dopo la pubblicazione del buon Exits del 2005, si vedono praticamente costretti a diffondere il loro nuovo Union solo digitalmente, tramite iTunes. Eppure, nonostante il formato unicamente digitale, pare abbiano superato nelle classifiche i ben più famosi Killers e Coldplay e i fenomeni MGMT. Solo che la cosa non può essere ufficializzata poiché non sono ancora usciti su supporto fisico, cosa che a questo punto si augurano di riuscire a fare comunque. Tutto qui? Beh, sì, ma provate a mettervi nei loro panni. Mettiamo da parte le questioni di marketing e vediamo di cosa si tratta. Durante l’ascolto delle prime due tracce la voglia di fermare tutto potrebbe (e sottolineo: potrebbe) essere forte, soprattutto se si conosceva già Exits. In questo caso non vi conviene farlo. Quello del 2005 era un album che omaggiava i big degli anni ’90 (Oasis, Radiohead, Verve, Blur e Nirvana in particolare) con abbastanza ispirazione e buone canzoni da perdonargli certe spudorate ruffianate, e che era piaciuto anche ai fan indie/alternative rock. Sì, gli stessi che spesso (per fortuna non tutti) tendevano a snobbare gli originali. Le prime battute di Union invece denotano un bel cambiamento di direzione, mostrano un gruppo ammorbidito che tenta di emulare certi pezzi degli U2 ma rischiando un effetto pathos che piuttosto ricorda la pesantezza melodica dei Dredg. Se ci aggiungiamo i toni della copertina, con quel sapore un po’ elegiaco, iniziamo a sospettare fortemente che si tratti di un album che stia cercando di essere emotivo per forza. Per fortuna ascolti completi successivi rivelano un disco gradevole, con qualche canzone che forse ricorderemo fra qualche mese, o forse invece no. Il cambiamento li ha portati verso altre fonti di ispirazione: U2, Interpol, Editors (con i quali sono andati in tour), qualche intreccio di chitarra tendente al post rock e il cantante Nathan Nicholson che fa il verso a Thom Yorke e Jónsi dei Sigur Rós (e diciamocelo, farebbe anche bene a cambiar registro di tanto in tanto). Ma la personalità dov’è? E’ il loro secondo album e difficilmente si trovano le parole adatte per descriverlo senza tirare in ballo, ancora una volta, i nomi dai quali prendono spunto. Eppure qualche buona canzone sono riusciti a scriverla ugualmente, pezzi che si lasciano ascoltare benissimo se si smette per un attimo di pensare ai rimandi e a tutto il resto. Qui finisce la sfera di competenza di un recensore ed intervengono i gusti personali di ognuno. Giudizio in bilico. In questi casi c’è solo da aspettare per poter osservare, tra qualche tempo, quanto ne sarà rimasto.

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The Boxer Rebellion (2009) Union

The Boxer Rebellion

Union

2009 • melodic wave

67
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo