Chromatics • Kill for Love (2012)

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La colonna sonora del carismatico Drive aveva diffuso il nome dei Chromatics a platee più ampie, in una riuscitissima simbiosi di immagini e suoni. Quella “Tick of the Clock” che accompagna la scena d’apertura del film di Nicolas Winding Refn è però rappresentativa solo parzialmente della band guidata da Johnny Jewel – per dirla con le sue parole “We’re producers but we’re also songwriters”. È proprio il lato song oriented a consegnarci i migliori momenti del seguito di Night Drive, per il quale abbiamo dovuto aspettare 5 anni. La prima parte di “Kill for Love” è una sequenza di episodi di synth pop notturno e urbano, dall’afflato romantico, e ritornelli da canticchiare. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle affinità con la succitata “Tick of the Clock”. Una lunga sezione è dedicata a brani più elettronici, dai tratti isolazionisti ed escapisti, che mina la fruibilità globale dell’album per la sua eccessiva lunghezza (sapendo di riempitivo in più di un momento), ferma restando l’abilità dei Nostri nel creare la giusta atmosfera. Al netto di questi difetti ci sentiamo in ogni caso di consigliare Kill for Love: troppo preziosa l’espressività delle singole canzoni, e se già le luci notturne di semafori e neon di Drive vi hanno catturato sarebbe un peccato non farsi coinvolgere ancora.
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Chromatics (2012) Kill for Love

Chromatics

Kill for Love

2012 • night drive stories

78
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo