Porches • Pool (2016)

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Il synth pop dei Porches di Aaron Maine ha le sfumature giuste per avere un gusto proprio, ma la sua particolarità è anche ciò che lo limita e rende pesante un ascolto che dovrebbe invece essere molto più easy. Il singolo “Be Apart” è intrigante, una melodia synth pop solida con un approccio nostalgico da Washed Out in versione deadpan (una April Ludgate nel pieno della sua gioia di vivere, per capirci) che, almeno in quel contesto limitato ai tre minuti, funziona alla grande e incuriosisce. Se avessimo avuto una rubrica di segnalazione di nuove canzoni notevoli, “Be Apart” avrebbe meritato una menzione. L’album Pool è invece al di sotto delle aspettative, e il motivo è che questo stesso giochino non funziona nel momento in cui lo ripeti dodici volte di seguito, non avendo altre carte da giocarsi né canzoni altrettanto valide. Non che non valga la pena provarci e ricavarne quegli altri due o tre pezzi in grado di farsi notare, ma è un meccanismo in cui si entra subito e non offre nulla di più. Molto carino, ma stanca facilmente. Che sia il caso di tornare a prestare più attenzione ai singoli e ai formati brevi?

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Porches (2016) Pool

Porches

Pool

2016 • deadpanpop

68
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo