Grimes • Art Angels (2015)

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Dopo forti speculazioni il tanto atteso successore di Visions è finalmente tra noi e incarna perfettamente lo spirito di Grimes. Claire Boucher continua a combattere la propria eterna lotta, tra il desiderio di avvicinarsi al mondo mainstream e il proprio implacabile istinto alternative, finendo per non rispettare i canoni di nessuna delle due formazioni, e alimentando le critiche. Inutile gettare altra benzina sul fuoco. La giovane artista canadese ci ha regalato un altro LP di buona fattura, in cui i momenti più forzati sono fronteggiati con efficacia da altri di estrema naturalezza, in grado di concretizzarsi in alcune delle migliori canzoni della sua carriera. D’altronde produrre album granitici non è mai stato il suo punto di forza: pure Visions aveva i suoi momenti NO, ammettiamolo. Criticabile la volontà di imbastardire alcuni pezzi già perfettamente riusciti con nuovi e inutili arrangiamenti (Realiti) e pure la scelta di modificare l’ordine delle tracce, marcando così la fragilità del disco nella sua completezza. Poco da fare però, le melodie restano incredibilmente in testa e l’album, nonostante i propri difetti strutturali e la non brevissima durata, scorre piacevolmente. Chiudendo un occhio e cercando di essere comprensivi, Art Angels svolge il proprio compito dannatamente bene. A seconda delle aspettative e di ciò che si pensa di Grimes in generale, ci si può forse accontentare, o anche no.

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Grimes (2015) Art Angels

Grimes

Art Angels

2015 • synth pop

76
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo