Chelsea Wolfe • Abyss (2015)

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Chelsea Wolfe (2015) Abyss

In poche (ma probabilmente anche in pochi) sono riuscite a tirar fuori una serie consecutiva di dischi del livello di quelli di Chelsea Wolfe. Tutti lavori coerenti, di qualità, con uno stile personale riconoscibilissimo. Abyss è a tutti gli effetti è il suo sesto album, nonostante il primo Mistake in Parties sia stato quasi disconosciuto e il secondo, The Grime and the Glow, fosse assolutamente grezzo. Eppure, in entrambi si trovavano già ottime canzoni. Da Ἀποκάλυψις in poi è avvenuto quel salto di qualità che l’ha portata su un altro livello, su un percorso artistico quasi ineccepibile, di crescita e sviluppo: un’esplorazione dei confini della dark wave impreziosita da un’indubbia dote compositiva. Pain is Beauty e Abyss sono due dischi che s’assomigliano, nei quali il suono si è arricchito e risulta più stratificato rispetto al passato. Anche il suo stesso modo di cantare è diventato più consapevole e corposo, che ricorda quasi la Beth Gibbons più in forma. Tra l’altro, la collaborazione con King Dude è stata determinante per la direzione stilistica intrapresa in queste ultime produzioni. Ma se prima di Pain in Beauty sembrava che Chelsea si lasciasse sempre delle porte aperte, ed era quindi difficile incasellare i suoi lavori in generi dai contorni netti, in Abyss il recinto è molto più definito. Si tratta probabilmente dell’opera di miglior qualità della sua discografia, ma è anche vero che non è quella cui è più facile appassionarsi. E non è certo perché manchino le melodie, visto che bastano pochissimi ascolti per appassionarsi alle varie “Iron Moon”, “Maw” e “After the Fall”. La cosa è, piuttosto, da imputare ad una coltre di distacco e freddezza che mai si era avvertita in maniera così evidente. Oddio, calda e accogliente lei non era mai stata (nel dubbio, ricordiamoci gli occhi vuoti di Ἀποκάλυψις), ma sia il titolo sia la copertina di questo nuovo disco tendono a confermare questa ipotesi. Siamo anche certi, però, che da buona gatta nera riuscirà ad atterrare sulle zampe, una volta che avrà raggiunto il fondo dell’abisso.

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Chelsea Wolfe (2015) Abyss

Chelsea Wolfe

Abyss

2015 • during the fall

80
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo