FFS • FFS (2015)

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Ecco un altro supergruppo. E ancora una volta ci si trova a sperare che non finisca male come spesso accade in queste fusioni. Questa volta ci provano Franz Ferdinand e Sparks. Il risultato è gradevole, allegro e divertente ma senza quella scintilla che esalterebbe il disco nell’aurea mediocritas di quest’annata al momento ancora piuttosto deludente. L’amalgama funziona. Inevitabilmente qua e là si sentono prevalere i fratelli Mael o la band di Kapranos, ma mai si ha la sensazione che una delle due controparti sia lì solo a mero supporto dell’altra. Con lo scorrere dei brani però comincia a farsi sentire una certa prevedibilità delle soluzioni, a parte la salvifica scossa di “Collaborations Don’t Work” tanto autoironica nel testo quanto a rischio di strabordanti eccessi kitsch. Non manca qualche ottima hit ballabile: le due tracce in apertura starebbero benissimo in un disco dei Franz Ferdinand, c’è il synth pop orientaleggiante di “So Desu Ne”. Brani che sicuramente funzionano live ma che all’ascolto casalingo potrebbero stancare abbastanza presto. Non è andata male questa collaborazione quindi, difficile anche aspettarsi di più nonostante i nomi coinvolti. Il dubbio è sempre lo stesso: i supergruppi dovrebbero essere valutati tenendo conto che sono la somma di (si suppone) ottimi artisti e quindi avendo grosse aspettative, o semplicemente come una nuova creatura musicale a sé stante?

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FFS (2015) FFS

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2015 • art wave rock

66
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo