Tamaryn • Cranekiss (2015)

articolo di

Se The Waves andava a porsi come uno dei migliori album revivalisti dell’era shoegaze, Cranekiss abbraccia sonorità maggiormente debitrici degli anni ’80 riuscendo da subito in un mezzo miracolo: l’apertura della titletrack è meravigliosamente dreamy e sostenuta da melodie vicine ai Cocteau Twins e alla loro punta di diamante Liz Fraser. Funziona, dall’inizio alla fine, andandosi a candidare tra i migliori singoli dell’anno. “Hands All Over Me” continua il discorso nel più classico dei tappeti di basso e quando sembra davvero sia arrivato il momento dei Tamaryn, il tutto cala leggermente, ritornando nulla più che una buona unione di voci e atmosfere. Una serie di flashback Eighties che nulla vanno ad aggiungere e anzi, si rivelano una scelta poco felice quando “Fade Away Slow” riprende la lezione degli Slowdive e rialza un finale di disco in netta ascesa, che trova in “Sugar Fix” un altro colpo inaspettato a metà tra tutto ciò che lo shoegaze ha preso e lasciato indietro dal decennio precedente. Poche canzoni davvero riuscite ma di qualità eccelsa: il giudizio sui Tamaryn rimane sospeso. Si perderanno o faranno il grande salto?

Social
Info
Tamaryn (2015) Cranekiss

Tamaryn

Cranekiss

2015 • rev dream pop

76
/100

Archivio:

Links
Media
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo