Esben and the Witch • Hexagons EP (2011)

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28 settembre 2011. Sul sito ufficiale degli Esben and the Witch compare una proiezione criptica dal titolo Trailer. Poco meno di quaranta secondi. Una forma geometrica si muove a tempo di musica, si tratta di materiale inedito. Nel suo cuore pulsante si avvicendano sei sostantivi, segue una data: 7 novembre. Qualcuno prova a sbilanciarsi: un nuovo EP? Centro. Qualche settimana dopo scopriamo, infatti, che si tratta del lancio di una breve raccolta. I sei sostantivi misteriosi non sono nient’altro che i titoli dei sei brani che la comporranno, il 7 novembre è ovviamente la data di pubblicazione. I pezzi in questione vengono da lontano, precisamente da Violet Cries. I maligni potrebbero insinuare che si tratta degli avanzi del disco. Un singolo ascolto e gli stessi cambierebbero idea in un batter d’occhio. Diciannove minuti, più il tempo di digerirlo, piacevolmente: altro che avanzi! Perché una pubblicazione separata allora? “We had ideas for tracks that seemed different to the record, that felt like they needed a life of their own as it were”. – hanno recentemente dichiarato a The Quietus. Quali sono allora gli elementi che sanciscono il distacco da quel cordone ombelicale? Strutturalmente e musicalmente lo scarto è palese. Il muro sonoro del LP è presente, ma certamente meno aggressivo. Resta, invece, quella favolosa sensazione, quel magnifico straniamento estasiante. C’è poi un tentativo, timido, incompiuto, ma comunque presente, di riconciliarsi con quella forma-canzone letteralmente sbeffeggiata in gran parte delle precedenti apparizioni. Tutto ciò potrebbe tutto sommato bastare alla causa EP. La questione è, però, un’altra. Ancora una volta viene in nostro soccorso la recente intervista, già citata: “It’s intended as a linear narrative, a hypothetical series of events, an imagined future in a way. We have always been inspired by literature and landscapes and with this EP we essentially tried to create a story of our own and then a landscape to set it against. It feels much more cohesive and fully formed in many ways than Violet Cries”, se non si tratta di un concept, insomma, poco ci manca. “The Fall” è una caduta verso l’alto, lassù dove padroneggia la voce di Rachel. “The Flight”, singolo puntuale, sfumato, nebuloso, è il pezzo che più fa i conti col passato prossimo del trio inglese. Degne di nota pure “The Surge” e “The Still”, complementari, si citano e si cercano a vicenda. Considerare quindi Hexagons un passo indietro sarebbe errato, esaltarlo troppo pure. La prima volta che li abbiamo sponsorizzati non avevano ancora una casa discografica. Un anno e mezzo. Singoli, album, EP, concerti. Non sarà la migliore ma questa è l’ennesima chiamata: se non lo avete ancora fatto rispondete. Siete già in ritardo.
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Esben and the Witch (2011) Hexagons EP

Esben and the Witch

Hexagons EP

2011 • nightmare pop

77
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo