John Maus • We Must Become the Pitiless Censors of Ourselves (2011)

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Curriculum molto particolare quello di John Maus. Originario del Minnesota, trentuno anni, studi musicali presso il California Institute of the Arts e – udite udite – una laurea fresca fresca in Filosofia Politica. Fra un manuale e l’altro, quasi per gioco, comincia una carriera da compositore di tutto rispetto: nel 1998/99 inizia a collaborare con Ariel Pink alla stesura di Underground, il sodalizio prosegue, a intermittenza, per sette anni. In mezzo, sempre per gioco, prove tecniche di trasmissione: Maus comincia a scrivere da solo. Nel 2005 il buon John decide di mettersi in proprio seriamente. La svolta solista sembra essere produttiva, perlomeno dal punto di vista quantitativo. Nel giro di un anno e mezzo vengono pubblicati Songs (2006) e, soprattutto, Love Is Real (2007), tanto piacevole quanto incostante. La tempesta creativa si concede una sorta di pausa di riflessione. L’obiettivo forse è quello di cominciare a pensare alla qualità, alla sintesi,e infatti ci vogliono ben quattro anni per tirare fuori questo album. We Must Become the Pitiless Censors of Ourselves è un bel sunto delle puntate precedenti. Le citazioni sono quelle consuete: Ariel Pink, Xiu Xiu, Ultravox. Le musiche spaziali, robotiche, un po’ kraut sono al completo servizio di un cantato sbronzo, baritonale, schiavo della lezione di Ian Curtis. Caratterialmente non è cambiato molto: il basso legnoso che apre “Believer” sembra un bell’avanzo di Love Is Real, così come le atmosfere tutte synth e videogame di “Streetlight” e “Keep Pushing On”. Il contenuto sarà pure ripetitivo, ma la forma è nettamente migliore. Gli esiti altisonanti del passato sono lontani, i brani sono ben calibrati e l’equilibrio definitivo viene sancito dalla durata contenuta, certamente più fruibile di un tempo. Se avete in mente di intavolare il discorso John Maus prendete tempo per recuperare il resto e iniziate da questo album.
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John Maus (2011) We Must Become the Pitiless Censors of Ourselves

John Maus

We Must Become the Pitiless Censors of Ourselves

2011 • synt wave

74
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo