Tropics • Parodia Flare (2011)

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Parodia Flare è il tentativo della Planet Mu di lasciare il segno anche in ambito chillwave. Tentativo, già, perché nonostante tutta la buona volontà di Chris “Tropics” Ward il risultato non è all’altezza delle aspettative; sicuramente non di quelle di un pubblico attento e che conosce a memoria i pezzi top degli artisti glo-fi di peso (e non c’è bisogno di ricordarne per l’ennesima volta i nomi, vero?), ma forse quello che cercava l’etichetta era proprio un album come questo, chissà. Fatto sta che su Parodia Flare non c’è una che sia una traccia non godibile – a patto che questo genere di cose piaccia, va da sé – ma quel famoso segno, purtroppo, ben difficilmente verrà lasciato, tanto che tra i dodici pezzi gli unici in grado di fornire qualche spunto degno di nota sono, per motivi diversi, “Figures” e “After Visiting”; tutto il resto è quasi accademia. Ward avrà anche seguito il fenomeno dall’inizio, ma la sua interpretazione del genere risulta un po’ studiata e artificiosa: manca di ingenuità, si sviluppa in modo poco spontaneo, persino le immagini suggerite da artwork e nome del progetto finiscono per diventare una fredda applicazione della formula, mentre le melodie ricercate e quel fare un po’ snob avvicinano l’album più a certi Stereolab che ad altro, ma senza averne la stessa, forte, identità. Ampi margini di miglioramento dunque, ma va giustamente sottolineato come anche queste esperienze abbiano una loro utilità e come, nonostante tutto, un ascolto non dovrebbe essere affatto una perdita di tempo.
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Tropics (2011) Parodia Flare

Tropics

Parodia Flare

2011 • µ chill wave

69
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo