Electric Youth • Innerworld (2014)

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Electric Youth (2014) Innerworld

Lei si chiama Bronwyn, e quando la incontri finisci per perderti nei suoi riccioli. Lui è Austin, e sa come si mette in piedi una canzone synth pop. Fidanzatini in adolescenza, da qualche anno fanno musica assieme, sempre dalle parti di Toronto, in Ontario. Tre anni fa hanno piazzato una semi-hit con “A Real Hero”, che ha avuto la fortuna di far parte della colonna sonora di Drive di Nicolas Winding Refn, un film neo-noir che nel Nord-America è subito diventato un piccolo cult.
La storia non è finita, anzi, l’atmosfera è proprio quella da Never Ending Story, quindi anni Ottanta, quindi un po’ fantasy e un po’ romantic chic, con qualche imboscata dark che eventualmente rimanda alle ambientazioni misteriose di Twin Peaks. Riferimenti cinematografici davvero necessari per inquadrare l’atteso debutto su LP (che saggiamente contiene anche la stessa “A Real Hero”) in uscita per la sempre astuta Secretly Canadian, che altrimenti avremmo banalmente accostato agli M83, ovvero il primo nome che può venire in mente di fronte alle soluzioni sonore e di arrangiamento scelte dal duo. Il disco è compatto in tutto e per tutto: se non piacciono i primi due pezzi, difficilmente si riuscirà a finire l’ascolto. Per tutti gli altri, e in particolare per gli appassionati del pop anni Ottanta (e perfino dell’italo-disco di cui spesso ci vergogniamo), quello ancora sincero ed emotivo nonostante il make up pesante, questa volta c’è da emozionarsi. Non si salta neanche un secondo di interludio strumentale o di coda in fade-out dopo il ritornello, e non c’è bisogno di alcun remix: le dodici tracce di Innerworld stanno davvero bene assieme, dando la sensazione di essere state concepite da un’unica ragione superiore, da un’ispirazione totale irradiata e incisa a prescindere da quelle che potevano essere le pressioni a seguito di quel singolo fortunato. Intendiamoci, i pezzi che funzionano già dal primo ascolto ci sono – nella prima metà soprattutto, prendete ad esempio “Runaway” e “Innocence” – ma il lavoro è studiato davvero bene e in ogni suo momento, anche in quelli che a primo impatto sembrano minori. E allora ecco “Without You”, col suo ritmo uptempo e il coro strascinato che davvero ricorda La Storia Infinita, oppure la dolcezza riflessiva e tutta femminile di “If All She Has Is You” (“make sure you’re one in a million”), o ancora le due tracce strumentali che proteggono la già citata “A Real Hero”, che portano all’apice e poi ti accompagnano all’uscita. Anche la scaletta è incastonata come meglio non si potrebbe, e rende l’ascolto integrale così disimpegnato che ti chiedi: “ma è già finito? Peccato!”.

Questa è musica che si accompagna bene con un long drink nel dopocena (a Toronto LCBO permettendo), luci basse o cielo coperto/piovoso se si sta guidando. È il disco perfetto per chi torna a casa dal club con la morosa, ma anche per una seratina a casa al calduccio quando fuori diluvia. Necessaria l’assenza del sole, perché altrimenti il tutto si squaia in pochi secondi.

Non staranno forgiando un nuovo genere, ma la resa finale è clamorosa. Chi ha mai fatto dischi synth pop così pieni di belle melodie infilate l’una dietro l’altra? I Depeche Mode o i New Order dei giorni migliori forse, i Knife a modo loro. Ma pochi altri. Per questo il voto è così alto, perché facendo un po’ di conti, Innerworld è un capolavoro.

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Electric Youth (2014) Innerworld

Electric Youth

Innerworld

2014 • night synth pop

86
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo