Chelsea Wolfe • Ἀποκάλυψις (2011)

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Le sirene degli anni Duemila hanno voci che seducono da un mare saturo di riverberi ed echi dalla funzione ipnotizzante. Se avete navigato sulle rotte di Zola Jesus, EMA, Esben and the Witch, Austra, virate sicuri verso Chelsea Wolfe. Ha impiegato un po’ di tempo per delineare la sua personalità artistica, ma adesso sappiamo con chi abbiamo a che fare. Due album in meno di un anno; Apokalypsis esce infatti a 9 mesi dal precedente The Grime and the Glow e ne continua il discorso. L’atmosfera è sempre nera come la pece, tra suoni distorti, sperimentazioni e suggestioni spettrali. L’attitudine è un po’ ripulita rispetto all’approccio lo-fi del precedente LP, basta ascoltare i brani Demons e Moses presenti in entrambi i dischi con arrangiamenti leggermente diversi. L’ascolto è intrigante e multidimensionale: non solo synth ed effettistica, ma anche chitarre che non disdegnano un’attitudine heavy, ritmiche incalzanti e in primo piano una voce versatile e tormentata, se da angeli o demoni non è chiaro (riportando un’espressione della sua biografia ufficiale che rende bene l’idea). La metà dei brani consiste in composizioni d’atmosfera, ethereal wave percorsa da una certa tensione drammatica, accompagnamento per testi desolanti e intensi (“Tracks (Tall Bodies)”, “The Wasteland”, “Movie Screen”). Un disco che nel suo insieme suona quasi come un concept album, da ascoltare dell’inizio alla fine. Un lavoro curato nel quale tutto è esattamente al suo posto, persino le tante voci ed i molteplici rumori dalla misteriosa provenienza che condiscono il fascino nero di ogni brano. Se cercate melodie rassicuranti tenetevi alla larga, altrimenti schiacciate play e lasciatevi travolgere.
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Chelsea Wolfe (2011) Ἀποκάλυψις

Chelsea Wolfe

Ἀποκάλυψις

2011 • dark wave

78
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo