The Horrors • Luminous (2014)

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The Horrors (2014) Luminous

Dal librarsi in volo al lasciarsi stordire, travolgere dai raggi di luce. Amano le sensazioni forti gli Horrors, e probabilmente anche l’utilizzo di sostanze poco lecite. La certezza di trovarsi di fronte ai migliori interpreti della musica made in UK, e la consapevolezza che replicare i fasti di due colossi come Primary Colours e Skying sarebbe stato un compito assai gravoso: durante la lunga attesa per il quarto album degli Horrors, i pronostici si dividevano tra chi prospettava un altro sorprendente cambio di direzione e chi pensava che Faris e compagni si fossero ormai stabilizzati sui paesaggi estatici evocati dal disco del 2011. Abbiamo quindi ascoltato Luminous con grande curiosità, e la speranza poco nascosta di una conferma ad alti livelli. Le dieci tracce che lo compongono mostrano il gruppo giunto a un approdo più o meno definitivo. Il progressivo scostarsi delle chitarre e affermarsi di sintetizzatori e basso sono in Luminous assai più radicali. Guai però a sottovalutare il lavoro di cesellatura e “decorazione” del suono di Joshua Third: gli Horrors non hanno fatto un disco synth pop, ma di pura psichedelia. O di shoegaze con le tastiere. O ancora, di new wave con ritornelli brit pop. La musica della band londinese è difficilmente inquadrabile semplicemente perchè unica.
Tocca però parlare dei brani, perchè sì, l’intenzione è quella giusta ma a conti fatti ci troviamo con dieci composizioni non sempre perfettamente a fuoco, vuoi per qualche passaggio a vuoto, vuoi per il cantato un po’ monocorde di Faris. Sia chiaro, avercene di dischi di psych pop di questa fattura, ma stiamo pur sempre parlando degli Horrors. E così un giro di basso stratosferico come quello di “In and Out of Sight” sfuma nella ripetitività delle strofe, “Chasing Shadows” dopo un grande attacco lascia un po’ di amaro in bocca per un finale inconcludente. Della coda di “I See You” avevamo già avuto modo di parlare: troppo lunga, poco di impatto. Sono piccoli passi falsi che proiettano Luminous nella schiera di quegli album più che buoni ma non al livello dei capolavori del gruppo. È una categoria frequente nel rock, non si può chiedere sempre un capolavoro, specie a chi ha fatto delle svolte stilistiche la ragion d’essere dei propri dischi. Prendiamo quanto c’è di buono da Luminous, il che non manca affatto: i ritornelli di “Jealous Sun” e “Falling Star”, know-how di melodie british in grande spolvero, gli svolazzi sintetici del singolone “So Now You Know” e “Mine and Yours” dove chitarre shoegaze e la nuova veste romantica del vocione di Faris danno il meglio. Gustiamoci quindi questi brani in attesa di chissà quale altra svolta. Contiamo su di voi, Horrors.

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The Horrors (2014) Luminous

The Horrors

Luminous

2014 • sungazing pop

79
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo