Fuck Buttons • Slow Focus (2013)

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Il terzo dei Fuck Buttons è il disco della maturità… cosmica. Un album che ha del clamoroso, col suo andare ben oltre la terrestre psichedelia o la sbornia trance elettronica. Con Slow Focus i signori Andrew Hung e Benjamin John Power intraprendono un viaggio ai limiti della fisica, nel tentativo di scoprire la ragione teleologica dietro a tutto, e dunque uno spirituale sopraelevato rispetto ai tribalismi (e alla sovrabbondanza della materia sonora) dei primi due LP. La musica del pianeta Marte è riprodotta come l’abbiamo sempre immaginata in “Sentients”, si balla nello spazio al ritmo di battiti siderei in “Price’s Prize”, gli astri si fanno luminosi come raramente ti capita di osservare con il naso all’insù, alla ricerca di messaggi dai maestri nel singolo “The Red Wing”, mentre “Stalker”, con la sua magnificenza cosmica, sembra un monumento a una civiltà dello spazio da cui non siamo ancora stati invasi e dominati. Emozionante, vittorioso, eppure forse ancora parzialmente umano, il finale con “Hidden Xs”. I Tangerine Dream saranno orgogliosi di questo disco. Ladies and Gentlemen, we are floating in space. Greetings.

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Fuck Buttons (2013) Slow Focus

Fuck Buttons

Slow Focus

2013 • cosmic trance

82
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo