Vampire Weekend • Modern Vampires of the City (2013)

Vampire Weekend (2013) Modern Vampires of the City

Arrivati alla prova del fatidico terzo album, i Vampire Weekend si confermano punto di riferimento trasversale per il mainstream pop da classifica – quello che ritrovi nella pubblicità della Renault, ai concerti organizzati dalla American Express, in differita nella seconda serata della CBS o da Jools Holland, e nella colonna sonora di videogiochi della Playstation – e quello indie-frivolo che solo chi è sempre attento alle novità riesce a domare. E Modern Vampires of the City, possiamo dirlo subito, riesce a mantenere l’altissimo standard qualitativo dei due predecessori. Anzi, forse sarà quello che riuscirà a convincere chi finora non s’è lasciato coinvolgere dal fenomeno perché, a seconda del caso, ritenuto o troppo commerciale o in quanto considerato da hipster.

Le nuove canzoni non snaturano lo stile degli esordi, ma di sicuro ne segnano un’evoluzione e nell’alternanza fra brani dai battiti più veloci, mid tempo e lenti più classici, ad uscire in superficie è un sentimento candido di amara introspezione che solo a tratti si notava in passato, nel gioco di colori brillanti e sclerate da freak benestanti che hanno fin qui caratterizzato il percorso della band. Ezra pare non aver paura di risultare riflessivo, e assieme all’accompagnamento musicale – con particolare riferimento alle tastiere di Rostam, sempre accordate con l’umore del vocalist – sembra guardarsi dentro anche quando, come in “Finger Back” e “Worship”, tutto potrebbe rimandare ai divertenti scioglilingua ormai tipici dei Vampire Weekend (“Cousins”, che a molti sembrava una porcheria, si è rivelato uno dei pezzi cult di quest’ultimo lustro in campo indie pop).

In fatto di suoni, vengono meno le percussioni afro – presenti sin dal debutto e tipiche del sound della band in cui la sezione ritmica dei due Chris riesce sempre a strappare applausi – e anche molti dei battiti digitali di Contra, in favore di una strumentazione moderna ma più analogica, furbescamente vintage, o se preferite più reale, per usare una definizione da Garage Band. E allora ecco che si notano, anche sotto il tappeto, la chitarra acustica (“Unbelievers”, “Finger Back”, oppure la corale conclusiva “Young Lion”), gli handclaps in ausilio ai colpi al drumkit, e il mellotron, che nell’immaginario di tutti noi rimanda a certo rock di prima del computer.
Il tutto è raccontato in una New York centrale quanto mai multiculturale, con le sue luci e le sue ombre, e quei fumi di strada che nessuno capisce da dove provengano. Ma lontano dalla calca di Times Square e anche dalla calma cinematografica di Central Park, Modern Vampires sembra meglio contestualizzato sulla High Line, per una passeggiata di riflessione fino a Chelsea e alla 10a strada. Tuttavia non ci si stupisca dei testi di Koenig: l’ibridazione di stili, culture ed esperienze (incluso il canonico, evidente e sobrio edonismo che rende tutto ancor più sincero e credibile, perché a chi la raccontano certi idoli del rock… ma vabbé, su questo dovremmo approfondire a parte) è 100% Vampire Weekend. Chi ha notato i riferimenti religiosi, sociopolitici e geografici solo nei filmati che accompagnano “Step” e “Ya Hey” evidentemente non è andato così a fondo nell’ascolto dell’omonimo e di Contra. Il risultato è una poetica ancora difficile da definire in una sola parola, e che forse proprio per questo riesce ad affascinare chi fa caso al risultato della giustapposizione delle parole, oltre al suono che queste fanno l’una accanto all’altra. E in questo Ezra è ancora fenomenale. Dal gergo forumistico: i Vampire Weekend c’hanno i pezzi. Altroché se li hanno. Funzioneranno dal vivo, in radio o su YouTube e Spotify, a seconda di dove si incontreranno. Perché davvero in pochi di questi tempi possono vantare chiare canzoni pop così belle. I ragazzi, oltre a saper suonare i loro strumenti con una perizia che può pericolosamente attirare anche qualche sbrodolone stanco della sbobba progressive, con questo disco prendono la maturità e vanno già oltre, iscrivendosi al campus dei grandi. Chissà se è il caso di uscire stanotte. I vampiri sono in giro.

Social
Info
Vampire Weekend (2013) Modern Vampires of the City

Vampire Weekend

Modern Vampires of the City

2013 • indie pop

85
/100

Archivio:

Links
Media
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo