Sun Glitters • Everything Could Be Fine (2011)

articolo di
Boards of Canada, Burial, Balam Acab: sono questi i riferimenti preventivamente dichiarati da Victor Ferreira per il suo progetto Sun Glitters. Curioso, a questo proposito, come il ragazzino Balam Acab sia già così influente su qualcuno, ancor di più se questo qualcuno scrive musica da oltre dieci anni come in questo caso. Everything Could Be Fine è un disco di chillwave effettivamente influenzata da Burial, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di deformazione vocale, e chi è stato attento nei mesi scorsi troverà immediatamente alcune affinità con Love Remains di How to Dress Well. I rimandi sono quelli e, come spesso avviene, a cambiare sono soltanto i dosaggi e le personalità che vi stanno dietro; più Baths, più dream, meno soul, la malinconia di una giornata di pioggia che lascia il posto ad uno scintillante giardino in estate e il gioco è fatto. Fa un po’ sorridere pensare che Everything Could Be Fine venga presentato come il risultato di una ricerca sonora che va avanti dal ’98, visto che si butta senza pensarci due volte in quelle ultimissime novità che recentemente hanno goduto di una rapida fase di consolidamento; ma nonostante tutti i piccoli legittimi dubbi c’è da dire che tra questi otto pezzi non ce n’è uno insipido o fatto male. Anzi, quello di Sun Glitters è un lavoro perfettamente in grado di suscitare interesse e stuzzicare la curiosità del pubblico, fosse anche soltanto per sentire il risultato. Se l’alchimia è quella giusta ce ne accorgeremo presto, viceversa nessuno si sarà fatto male – sempre meglio che dare la caccia agli Orbs.
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Sun Glitters (2011) Everything Could Be Fine

Sun Glitters

Everything Could Be Fine

2011 • glosteps

72
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo