Baroness • Yellow & Green (2012)

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Dimenticate i Baroness dei lontani esordi, del vivace Red Album e del tutto sommato passabile Blue Record. Il doppio Yellow & Green rappresenta una chiara svolta nel viaggio cromatico della band della Georgia, visto l’abbandono pressoché definitivo nonché coraggioso delle sonorità sludge. La virata è accompagnata da una qualità accettabile delle composizioni, le quali sono per lunghi tratti ispirate, con momenti grezzi nascosti e ben amalgamati alla melodia portante. Inutile far finta che non ci siano episodi che trasmettono un po’ di imbarazzo, soprattutto a primo impatto, ma la ricerca strumentale è di tutto rispetto, grazie a un sapiente utilizzo di suoni e stilemi piuttosto evocativi, soprattutto nel lato giallo. Il missaggio vocale è invece pessimo, troppo pulito e simile a quello di sonorità grunge pop da quattro soldi: un po’ più di sporcizia avrebbe regalato diversa luce ad alcuni pezzi e reso questo doppio come qualcosa di più di un esperimento magari sorprendente ma riuscito solo a metà. Siamo sicuri che farà parlare a lungo, e che non mancheranno i paragoni con gli ultimi Mastodon.
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Baroness (2012) Yellow & Green

Baroness

Yellow & Green

2012 • ex sludge metal

70
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo