Shannon Wright • Secret Blood (2010)

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Il settimo full-length di Shannon Wright arriva in punta di piedi, come da tradizione. Edito dalla francese Vicious Circle, Secret Blood raccoglie come forse mai prima d’ora le anime della versatile polistrumentista di Atlanta. Si viaggia così dal ruvido rock di “Violent Colors” e “Fractured”, che rimanda agli esordi, a momenti più distesi e intimi quali “Dim Reader” e “In the Needle”, vicine per sensazioni ai due album immediatamente precedenti (Let in the Light e Honeybee Girls). La roca ed intensa voce di Shannon si destreggia indifferentemente tra piano e chitarra, a tratti sintetizzando l’ultima PJ Harvey e la dolce inquietudine del compianto Elliott Smith. Lo stile tormentato della cantautrice resta fedele a se stesso pur continuando ad evolversi e aggiornarsi, anche alla luce di passate esperienze al fianco di artisti che sembrano aver lasciato il segno: da Yann Tiersen (bella la collaborazione tra i due, datata 2004), che emerge prepotentemente in “Under the Luminaries” a Rachel Grimes, cui rimanda il pianoforte del soffuso epilogo “Chair to Room”. Le radici rimangono ben salde nei Nineties, dai quali continuano a trarre linfa, ma la sensibilità della Wright, pur senza perdere autenticità, pare via via sempre più raffinata.

 

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Shannon Wright (2010) Secret Blood

Shannon Wright

Secret Blood

2010 • folk songwriter

75
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo