Jeremy Jay • Splash (2010)

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Californiano attualmente residente a Londra, cresciuto da madre francese, amante della Nouvelle Vague cinematografica, Jeremy Jay è andato sviluppando una sensibilità tutta europea pur mantenendo le sue radici americane, nonché un approccio profondamente visivo verso la musica pop. La K Records, etichetta nota tra il pubblico alternativo per Modest Mouse, Microphones/Mount Eerie e Built to Spill, ha voluto crederci, mettendolo sotto contratto per tempo. Splash è stato registrato nel 2009 ed è descritto dallo stesso autore come “i Pavement che incontrano i Sonic Youth di Evol, ma suonati da Siouxsie”. Appena nove canzoni per trenta minuti totali che confermano il talento di Jeremy, ma che forse non saranno ancora sufficienti a lanciarlo definitivamente nel panorama musicale, come invece noi gli auguriamo di fare. Per costruzione, un disco meno wave e più canonico e intimo rispetto al precedente Slow Dance (che già aveva riscosso una certa approvazione) dovrebbe essere meno vistoso ed avere bisogno di una spinta per calamitare le giuste attenzioni. In Splash le canzoni ci sono eccome: “As You Look Over the City”, “Splash”, “Hologram Feather”, il pop irresistibile di “Just Dial My Number” si affermano inesorabilmente ascolto dopo ascolto e ogni dubbio sulla bontà della scelta fatta si dissolve. Si tratta di un pop colmo di gusto e sostanza, in un disco che in definitiva è  più continuo rispetto allo stesso Slow Dance e che segna un deciso passo in avanti nella qualità della composizione. Che stia nascendo un nuovo personaggio? Un nuovo giovane artista pop, lontano dagli eccessi visivi di Patrick Wolf, ugualmente devoto all’arte ma dedito ad un tipo di romanticismo più classico, oggi non più protagonista. Tra una manifesta nostalgia per il pop di decenni addietro, gli omaggi a Morrissey (se amate gli Smiths non potrete fare altro che apprezzare) e i momenti bowiani, Jeremy ricade ingenuamente in qualche cliché, e proprio per questo appare vero e onesto. Se è proprio così che stanno le cose, allora in futuro potrebbe riservarci qualche altra piacevole sorpresa, ma prima di averne la certezza dovremo attendere conferme da quello che dovrebbe essere il prossimo capitolo, ovvero l’uscita autunnale di Dream Diary.

 

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Jeremy Jay (2010) Splash

Jeremy Jay

Splash

2010 • retro pop

75
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo