The National • High Violet (2010)

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Pare proprio che i ragazzi dell’Ohio abbiamo fatto il colpaccio. High Violet, quinto LP, in uscita per la 4AD, si avvale di illustri collaborazioni tra cui spiccano Justin Vernon, Sufjan Stevens e Richard Reed Parry degli Arcade Fire; è prodotto dalla band assieme a Peter Katis (già a fianco degli Interpol e di Jónsi nel suo recente lavoro solista), così com’era accaduto con Alligator e Boxer. Proprio il confronto con i suoi immediati predecessori, che vantano decine di migliaia di copie vendute negli States e non solo, rappresenta la prima e più ardua sfida per la nuova fatica. Ebbene, terminati i primi, voraci ascolti, la piacevole sensazione è quella di aver ritrovato i The National, sempre loro, per fortuna, ma in una veste rinnovata. Ad eccezione della front cover, tuttavia, nel cui caso si avverte subito lo stacco cromatico, ci vuole più di un attimo per rendersi conto degli accorgimenti e ritocchi che, senza clamore, rendono il sound innegabilmente rinfrescato: difficile trovare indizi in tal senso nel crescendo trascinante di “Terrible Love”, traccia d’apertura, o nella traccia seguente, “Sorrow”; ugualmente familiari ci suonano “Runaway” (già eseguita live con il titolo di “Karamazov”, in onore al romanzo di Dostoevskij) e la pur splendida “Bloodbuzz, Ohio”, primo singolo estratto, tra gli apici dell’album. Tuttavia, immergendosi più a fondo in High Violet, si percepiscono le vibrazioni insolite emanate da episodi quali “Little Faith”; successivamente ci si rende conto di come l’intera opera guadagni corpo grazie al chirurgico lavoro di archi e fiati, impeccabili nell’enfatizzare i momenti di maggior pathos, e delle backing vocals, elemento apparentemente secondario che però, affiancato alla voce di Matt Berninger, rende ancor più profonde, ad esempio, “Afraid of Everyone” e “Conversation 16”, tra le migliori del lotto. Sommiamo infine la solita, irresistibile vena malinconica, gli apporti, oramai garanzia, dei gemelli Dessner (chitarre) e dei fratelli Devendorf: Scott (basso) e Bryan, le cui cadenzate percussioni scandiscono l’incedere dell’album. Il risultato è probabilmente quanto di più maturo i Nostri abbiano prodotto nonché uno dei picchi assoluti dell’annata in corso.

 

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The National (2010) High Violet

The National

High Violet

2010 • adult indie rock

85
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo