Gap Dream • Gap Dream (2012)

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La tavola da surf di Gabe Fulvimar deve essere bella che asciutta, anche perché il lago Erie che bagna Cleveland non permette di praticarne i riti mistici dell’attesa dell’onda. La famigerata mistake on the lake, però, concede la possibilità all’ex-Black Keys di costruire il suono di quest’album d’esordio dei Gap Dream su stabili e, forse a lungo andare, monotoni pilastri surf pop rock. Infatti, le coordinate sixties sono sublimate al meglio nella cover degli Squires “Go Ahead”. Non si contano le citazioni e forse il miglior pregio di Fulvimar è proprio quello di mascherare passaggi quasi da plagio con momenti garage e qualche orpello synth. Su questa linea d’onda sono “Greased”, “Heart” e “Other My Man” i brani più riusciti che salvano Gap Dream dall’essere bollato come disco banale. Aspettarsi in futuro più audacia è un obbligo, il contrario “wouldn’t it be nice”.

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Gap Dream (2012) Gap Dream

Gap Dream

Gap Dream

2012 • surf rock

70
/100

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Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo