Godspeed You! Black Emperor • 'Allelujah! Don't Bend! Ascend! (2012)

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Se da un lato ce lo si poteva aspettare, dall’altro è comunque interessante soffermarsi sulle motivazioni dell’unanime plauso al ritorno dei GY!BE; plauso dal quale non possiamo esimerci, indipendentemente da ciò che la band-collettivo canadese ha rappresentato ed evidentemente continua a rappresentare. Molti si soffermano sui dieci anni trascorsi dall’ultimo lavoro in studio e sulla possibile valenza simbolica del momento storico scelto per il ritorno. Secondo noi il punto focale sta nel fatto che nonostante più dei due terzi del minutaggio sia coperto da materiale non realmente inedito (chi conosce i bootleg o meglio ha avuto la fortuna di assistere a concerti di Efrim e compagni ricorderà “Albanian” e “Gamelan”, qui ripresentate in veste rinnovata e sotto il nome rispettivamente di “Mladic” e “We Drift Like Worried Fire”), la carica di questa musica possa trascendere ogni categoria temporale e artistica e dar vita ad un esperienza che non solo rivitalizza dei ricordi ma già ne crea di nuovi, forse altrettanto vividi. Dove porterà la strada che qui riprende ci è tutt’altro che indifferente, eppure questa ennesima cavalcata racchiude in sé stessa tutto il necessario per applaudire un ritorno che, sì, deve emozionare almeno un poco.

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Godspeed You! Black Emperor (2012) ‘Allelujah! Don’t Bend! Ascend!

Godspeed You! Black Emperor

'Allelujah! Don't Bend! Ascend!

2012 • ascend!

81
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo