Nothing • Tired of Tomorrow (2016)

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Due anni dopo il chiacchieratissimo debut album Guilty of Everything, tornano i Nothing, con un altro gran bel disco e soprattutto con un vestito nuovo di zecca. I muri di sei corde shoegaze che sostanziavano il loro sound restano sullo sfondo, assumono una posizione marginale, al massimo vengono fuori di tanto in tanto per creare un ponte col passato, accade soprattutto con “Curse of the Sun”. Ciò che un tempo costituiva il fulcro diventa un semplice elemento, un singolo aspetto di una creatura più complessa, poliedrica e strutturata. Il suono dei Nothing si arricchisce e attinge da più mondi: “Eaten by Worms” profuma di Smashing Pumpkins; le chitarre di “Vertigo Flowers” sembrano quasi quelle di “Like Always” dei Motorpsycho! C’è spazio anche per momenti meno tirati, che strizzano l’occhio al dream pop, come nel caso di “Everyone Is Happy” o della titletrack che chiude questo Tired of Tomorrow. La colla che tiene insieme questi singoli tasselli è tutta nel cantato del fondatore della band, Domenic Palermo, le sue linee vocali fluttuano con sicurezza sui luoghi tipici della scena emocore americana, il primo nome che viene in mente è quello dei Mineral. Quelli che l’anno scorso hanno apprezzato Harmlessness devono provarlo necessariamente, per gli altri consigliamo comunque almeno una manciata di ascolti, anche perché l’annata del rock fino a questo momento non è stata delle migliori. Anche per questo motivo – ma non solo – Tired of Tomorrow non farà fatica ad inserirsi nelle classifiche di dicembre, ne siamo convinti.

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Nothing (2016) Tired of Tomorrow

Nothing

Tired of Tomorrow

2016 • post hc & more

80
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo