Holy Grove • Holy Grove (2016)

articolo di

Gli Holy Grove vengono dall’Oregon e propongono un’interessante reinterpretazione del suono tipicamente settantiano di gruppi come Led Zeppelin e Grad Funk Railroad. Il vero punto catalizzatore del combo è la voce blueseggiante della frontman Andrea Vidal, che gioca sempre su tonalità alte e poderose. Un timbro peculiare che farà la gioia di molti, in particolare chi vive ancora nei seventies. Un retrogusto vintage si impadronisce dell’ascoltatore fin dal riff iniziale di “Death of Magic”. Fortunatamente non solo di revival stiamo parlando: il ponte tra il vecchio è il nuovo è creato da monolitici riff ossianici come in “Hanged Man” o nel miglior brano del lotto ovvero la traccia che prende il nome dal gruppo, dalle spaesanti derive di matrice doom. I suoni sono ben definiti e il master di Billy Anderson (Melvins, Sleep) riesce a catturare tutto il carisma dei ragazzi. Un disco di genere farà la gioia dei fricchettoni di ieri e di oggi.

Social
Info
Holy Grove (2016) Holy Grove

Holy Grove

Holy Grove

2016 • retro psych

74
/100

Archivio:

Links
Media
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo