So Pitted • neo (2016)

articolo di

La Sub Pop ci riprova. In un nuovo slancio di caccia alla gallina (buona) dalle uova d’oro, l’etichetta di Seattle pesca, propone e spinge l’esordio del trio a nome So Pitted, una sorta di versione cyberpunk delle prima avanguardie grunge in zona Seattle. Siamo una quarantina di chilometri a sud, potenzialmente in balia di questo trio capitanato dagli istinti di un frontman senza basi di conservatorio, di un basso-donna e di un batterista onestamente all’altezza della situazione. Ne esce un lavoro cartavetrato con innesti sintetici, in pratica una forma (poco lirica, e questo è il grande difetto) che spinge più a est che a ovest. In sintesi: Orange9mm meets Unsane sull’onda non più rivoluzionaria dei riff diabolicamente banali di Bleach. Non i nuovi Nirvana, anche se qualcuno ci spererebbe ancora. Con “Holding the Void” e “Nuke Country” si può andare in giro a testa alta, ma nella velocità delle sequenze di undici brani sotto i tre minuti (già, perché dentro questo album poco formale ci sono altre due sponde: l’hardcore e Trent Reznor) c’è una parte consistente che scorre via senza suscitare rabbia o emozione. Eccolo, il neo. Ottimo spunto di riflessione per il futuro se è vero che sono le reiterazioni rumoriste (non nuove) di “Woe” e “Feed Me” si fanno apprezzare più di altre presunte imitazioni che pervadono il disco. Insomma, So Pitted sono oggi la faccia non totalmente riuscita ma ben prodotta dei Viet Cong. Bestie che non spaventano.

Social
Info
So Pitted (2016) Neo

So Pitted

neo

2016 • noise rock

69
/100

Archivio:

Links
Media
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo