Sun Kil Moon • Benji (2014)

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Sun Kil Moon (2014) Benji

Con il passare del tempo la linea di demarcazione tra le varie emanazioni artistiche di Mark Kozelek si è fatta via via più indistinta, sia riguardo alle intenzioni che ai contenuti. Negli ultimi anni poi, la già ragguardevole prolificità del cantautore di Massillon, Ohio è sfociata in diverse collaborazioni tra cui, tanto inedita quanto riuscita, quella con Jimmy LaValle (aka The Album Leaf) in Perils from the Sea, e quella con i suoi alumni Desertshore dello scorso anno, che un po’ tutti hanno lodato. Pur ampliando il raggio d’azione, i marchi di fabbrica sono rimasti gli stessi del capitolo con LaValle, acquistando anzi spessore grazie al pluriennale processo di sedimentazione. Che cosa, dunque, può attendersi di nuovo da Benji (Caldo Verde Records) un ascoltatore che non sia fan dichiarato del nostro e che non rischi quindi di perdere ogni barlume di obiettività al solo udirne un sussurro? Innanzitutto, se Among the Leaves (2012) si era allontanato di poco dal minimalismo di Admiral Fell Promises (2010), la nuova fatica si dimostra più caleidoscopica. Se è vero che l’apertura con “Carissa” riporta direttamente indietro ai Red House Painters prima maniera, gli episodi successivi offrono una gran varietà, con momenti in cui la discrepanza fra il tono strumentale e la materia emotiva del testo si fa piuttosto particolare (vedi “Jim Wise”). Quel che rimane costante è l’approccio da narratore di Kozelek, quanto mai rapsodico e non di rado prossimo ad un vero e proprio flusso di coscienza che si interseca ai racconti di vita formando una vera e propria biografia intima. Le canzoni sono una sfilata di personaggi, il più delle volte scomparsi, a diverso titolo legati all’autore: primi amori, il padre e la madre, amici, che oltre alle loro vicende smuovono considerazioni e ricordi da tempo sopiti, come, in più d’ogni altra, nella splendida “I Watched the Film The Song Remains the Same”. In Benji, davanti a tutto ciò, sembra esaltata quanto mai la sfumatura di dolce/dolente rassegnazione, o meglio accettazione, nell’accostarsi e nel rivivere consapevolezze ed eventi passati. Ciò che emerge, lungi dall’essere desolante, è invece uno strenuo attaccamento alle cose e persone transitate per la propria vita, piccole o grandi che siano (“When anything colse to me here on the world died / to my heart forever it would be tied”). L’emozionante ritorno di uno dei più grandi aedi americani dei giorni nostri, nonché auspicabilmente faro delle nuove generazioni del mondo indie, lascia intravvedere anche una specie di sorriso.

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Sun Kil Moon (2014) Benji

Sun Kil Moon

Benji

2014 • spoken noise folk

85
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo