The Men • Tomorrow's Hits (2014)

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The Men (2014) Tomorrow’s Hits

Esecuzione, leggerezza e noncuranza: è passato a malapena un anno e i Men tornano, confermando la proverbiale prolificità. Evidentemente non se ne rendono conto, ma pochi sono ancora in grado di ottenere una carica e una sincerità simili dal rock più classico, fatto di chitarre lasciate libere di vagare a ogni velocità e una pulizia del suono se non scaraventata fuori dalla finestra comunque messa in secondo piano a favore dell’ impatto, sia nelle accelerazioni che nei meravigliosi mid-tempo o presunti tali. Chiaro, quando hai melodie che portano il sole anche a febbraio come “Going Down” e “Settle Me Down” puoi permetterti di non pensare a nient’altro perchè le canzoni funzioneranno in qualunque modo le si presenti, con buona pace di chi lamenta un inverno anomalo, troppo caldo: i responsabili sono i Men, che continuano lo stato di grazia con una manciata di canzoni appartenenti nell’anima a un’epoca ben precisa, che in qualche modo rivive senza diventare un pensiero fisso durante l’ascolto. Come facciano non si sa, ma il loro approccio positivo e genuino continua ad essere contagioso: è un album per chi la bella stagione ce l’ha dentro, l’anima della festa che ha semplicemente parlato e scherzato con tutti, il guidatore con lo sguardo rivolto solo al finestrino. Le possibili tag dagli anni ’70 sono tante: Neil Young, Grateful Dead, addirittura il primo Bruce Springteen… anzi, per dirla tutta in “Sleepless” troviamo pure un tocco di Wilco! L’approccio punk resta, ma solo nello spirito di queste nuove canzoni. Tomorrow’s Hits richiede movimento e apertura al mondo: è allora che si rivelerà una compagnia irrinunciabile. Insomma, non sappiamo più come dirvelo: i Men sono uno dei migliori gruppi rock di questi anni, uno di quelli che chi ama il rock, soprattutto quello più viscerale e senza fronzoli, non può davvero perdersi.

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The Men (2014) Tomorrow’s Hits

The Men

Tomorrow's Hits

2014 • visceral folk rock

84
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo