Cults • Cults (2011)

articolo di
Forte del sorprendente clamore sviluppatosi da un EP di sole tre tracce (pubblicato su Bandcamp), questo progetto nato quasi per caso da una coppia trasferitasi a New York trova già se stesso a cimentarsi con l’esordio su major. E’ stata infatti la Columbia ad assicurarsi i talenti di Brian Oblivion e Madeline Follin per la pubblicazione di questo primo long-playing. I Cults hanno studiato bene i classici: la loro musica ruota attorno a poche parole chiave, quali girl-groups, Phil Spector, indie pop. Ed è forse questo che limita le potenzialità del duo, e più specificamente per limiti compositivi che saltano subito all’occhio, con l’entusiasmo delle tracce iniziali che va via svanendo a causa dell’eccessiva somiglianza tra i pezzi; con l’attacco di “Bumper”, per esempio, viene da chiedersi se per sbaglio si è tornati all’inizio del disco, per non parlare di diverse linee melodiche nelle strofe. L’effetto, comunque, è contenuto per fortuna dal limitato minutaggio dell’album. La base di partenza rimane comunque valida, con l’idea di fondo di coniugare al pop lo-fi da cameretta la sensibilità tipica dei gruppi spectoriani tutti al femminile. Si spinge spesso forte sull’acceleratore della zuccherosità, con tanto di glockenspiel, campanelli, e note di piano sempre molto alte, fino agli eccessi vocali della cantante, che si producono talvolta in fastidiosi timbri infantili e bambineschi. Alla fine dei conti, i brani migliori sono proprio quelli iniziali: il singolo “Abducted”, il più potente del lotto, “Go Outside”, ovvero il principale indiziato per quanto riguarda il profluvio di entusiasmo attorno al gruppo dopo la pubblicazione del primo EP, e “You Know What I Mean”. Un buon punto di partenza quindi, per un gruppo che limando i pur grossolani difetti potrebbe darci qualcosa da ricordare.
Social
Info
Cults (2011) Cults

Cults

Cults

2011 • 60s flavoured lo-fi pop

68
/100

Archivio:

Links
Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo