Nancy Elizabeth • Dancing (2013)

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Non è così comune pescare nel mucchio e ritrovarsi tra le mani una creatura self-made, alla soglia dei 30 anni, già capace di instaurare una fitta e amorevole trama musicale che pesca dal sovrannaturale in maniera così naturale: complimenti quindi alla cantautrice (e strumentista classica) Nancy Elizabeth, che al suo terzo lavoro sulla lunga distanza pare proprio far centro indovinando il punto di volta della propria ricerca. Una ricerca anche interiore, affidata al buddismo e all’amore per gli spazi aperti, impersonificati a loro volta al karma del cantato (nella migliore tradizione pulita delle terre di confine con Scozia e Irlanda, quasi antagoniste rispetto al roco americanismo femminista) e alla punteggiatura dettata dalla chitarra acustica e, madre putativa, dall’arpa. Cosa ne esce? Di fatto un distillato tanto alternative quanto traditional per i toni di fondo, che ha la dote di saltare dai temi highlander di “The Last Battle” alla felice passeggiata di “Indelible Day”. La sensazione, comunque, è che nel cuore di Nancy ci sia parecchio sangue freddo. Quasi un controcanto, guardando l’immagine di copertina. Oppure un inganno, per nascondere il continuo tasso di crescita produttiva dell’autrice che per l’occasione si è barricata in una piccola stanzetta della grigia Manchester: non c’è solo la luce dei lampadari nel piccolo capolavoro a nome “Simon Says Dance”, una ritmica esortazione per la quale la Suzanne Vega dell’ultimo decennio avrebbe forse venduto un rene. E ancora la breve “Shimmering Song”, vero ritratto folk di questo Dancing. Che da ballare, per la verità, c’è poco: ascoltare e sperare nell’ultimo passo verso un disco soltanto un pochino meno dispersivo è lecito. E tremendamente attraente.

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Nancy Elizabeth (2013) Dancing

Nancy Elizabeth

Dancing

2013 • northern folk

78
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo