Mark Lanegan & Duke Garwood • Black Pudding (2013)

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Più che per i cinque anni di differenza a favore di Lanegan, il peso specifico dell’ex cantante degli Screaming Trees ormai specializzato nel moderno tema delle collaborazioni face-to-face rientra nella sfera delle cose inevitabili. Chiunque lo abbia affiancato (voci fatate e diametralmente opposte, soggetti di pari ego, rocker di fama globale, compositori indie di culto) ha dovuto in qualche modo sempre pagare dazio. La legge non cambia, anzi per certi versi diventa esplicita, al cospetto dello stimato ed encomiabile polistrumentista inglese Duke Garwood. Certo, è quest’ultimo a lavorare le trame che accompagnano la voce torbata e smokey di Mark, a renderle adatte al contesto cercando di porre accenti anche nuovi. Ma Lanegan è troppo anche per questo genere di esperimenti: nulla di memorabile, in quanto a risultato, perché le produzioni precedenti spesso hanno sfiorato o toccato livelli eccelsi anche da solista. E infatti, guarda caso, si cade nel limbo di mezzo tra I’ll Take Care of You e le parti più intime di Scraps at Midnight. Roba non di ieri o ieri l’altro, già fagocitata e digerita con rutto di soddisfazione da parte dell’ascoltatore anche meno accanito. I meriti però non mancano e si va ben oltre la piena sufficienza, perché c’è tanta atmosfera (anche blues sottotraccia) e nessuna caduta di stile. “Pentacostal” è la sublimazione di due artisti che si piacciono e compongono guardandosi negli occhi, “Mescalito” vibra come un pezzo che Lanegan avrebbe cantato con gli Screaming se i fratelli Conner non fossero stati unicamente dei grunge-models e, gotha del gotha, “Cold Molly” spaventa per capacità di produrre musica notturna in un mondo che vive ancora troppo nella paura. Ecco, non proteggetevi da Lanegan, neppure con Garwood al suo fianco, non avrà l’aspetto più rassicurante dell’universo ma sa molto bene come tenervi per mano.

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Mark Lanegan & Duke Garwood (2013) Black Pudding

Mark Lanegan & Duke Garwood

Black Pudding

2013 • dark & folky

75
/100

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Legenda
Oro: disco chiave, impresincibile
Mercurio: a un passo dall'eccellenza
Argento vivo: brillante conferma
Rame: ottimo esordio
Antimonio: grande, inatteso ritorno
Zolfo: interessante, buono
Stagno: intorno alla sufficienza
Piombo: aurea mediocritas
Ferro: crosta, insufficiente
Disgustorama: pietra dello scandalo